giovedì, 1 Ottobre 2020
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Alluvione in Maremma, l’appello di Legambiente

Lettera aperta di Legambiente Toscana alle istituzioni: trasformare la Maremma in laboratorio d'eccellenza per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio.

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Un laboratorio di eccellenza nelle zone colpite dalle recenti alluvioni.

LA LETTERA. “Occorre lanciare un messaggio forte e chiaro per la Maremma che rischia di attraversare anche l’inverno in continuo stato di calamità, con l’impossibilità di poter intervenire in modo risolutivo ”. Così recita la lettera aperta indirizzata alle istituzioni da Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, e Angelo Gentili della segreteria nazionale dell’associazione del Cigno. “Il fiume Albegna che ha provocato la gravissima alluvione dei giorni scorsi – continuano i due esponenti di Legambiente -, è andato ancora oltre i livelli di guardia e la stessa cosa è avvenuta per l’Ombrone che mette in serio pericolo il capoluogo maremmano”.

L’ALLARME. “Ci auguriamo che non avvenga l’irreparabile nei prossimi giorni. Lanciamo con forza l’allarme e chiediamo alle autorità competenti di continuare a intervenire nelle zone colpite: le popolazioni alluvionate non si possono lasciare sole. La situazione rischia di diventare da grave a catastrofica, con gravi conseguenze dal punto di vista sociale ed economico. Dobbiamo aiutare questo territorio d’eccellenza che punta sulla green economy, sul turismo, sull’agricoltura di qualità e sulle energie rinnovabili, travolto da un’alluvione che non ha risparmiato niente e nessuno e che ha messo a dura prova sia i residente che gran parte del sistema economico grossetano”.

LE RICHIESTE. Legambiente chiede un ingente stanziamento di risorse innanzitutto per aiutare le popolazioni vittime del disastro e per gli interventi più urgenti. Ma occorre anche realizzare la più grande opera pubblica necessaria all’intero Paese e a maggior ragione alla Maremma, basata sulla prevenzione e la cura dei bacini idrogeografici e la messa in sicurezza del territorio. Eventi come quello avvenuto il 12 novembre scorso diventeranno sempre più intensi e frequenti in stretta relazione con i cambiamenti climatici. “Occorre quindi che il Governo – concludono Gentili e Ferruzza – sancisca lo stato d’emergenza, liberando risorse economiche e consentendo agli enti locali di andare in deroga al patto di stabilità, trasformando la Maremma Toscana in un laboratorio di progettualità, un esempio nazionale, legato alle strategie di prevenzione e mitigazione del rischio idraulico”.

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