giovedì, 21 Gennaio 2021
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Ambiente, il piano anti-smog

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Ammontano a 28 milioni di euro le risorse regionali per il Prrm, piano regionale per il risanamento e il mantenimento della qualità dell’aria 2008-10, che interviene su mobilità, riscaldamento, attività produttive, informazione e sensibilizzazione, puntando come obiettivo prioritario alla riduzione delle emissioni. Il piano ha avuto il via libera a maggioranza da parte della commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale. “Di smog ci si ammala e di smog si muore – commenta il presidente della commissione, Erasmo D’Angelis (Pd) -. Di fronte a quest’emergenza, il piano è la migliore risposta che la Regione mette in campo per contrastare l’aumento dell’inquinamento. Il nostro vero dramma è che mancano politiche nazionali in grado di invertire la tendenza dell’aumento del traffico privato su gomma. I mezzi pubblici, per non parlare dei treni, ricevono soltanto le briciole. Il governo nazionale non ci può condannare a code, ingorghi e smog, bisogna cambiare rotta”.

Contrario al piano invece il vicepresidente, Andrea Agresti (An), secondo il quale “il provvedimento non dà certezze sul fronte delle risorse. Se non ci sono fondi e incentivi certi per il rinnovo delle vecchie caldaie, se non ci sono impegni cogenti da parte degli enti pubblici, se non ci sono sinergie e interventi che stimolino la sensibilità dei cittadini, per quanto il piano possa individuare obiettivi condivisibili, rimane il rischio che questi obiettivi non li sappia raggiungere. La mancanza di certezze sulle risorse lo rende debole. Per questo non posso votare a favore”.

Il piano individua azioni per risanare la qualità dell’aria nelle zone più critiche, e per mantenere nel tempo la qualità dell’aria su tutto il territorio. Fra le misure previste, l’incentivazione fiscale per i veicoli a gpl e metano, la sperimentazione dei filtri antiparticolato per i mezzi del trasporto pubblico locale, gli interventi per la sostituzione delle vecchie caldaie, i limiti di emissione per i nuovi impianti produttivi nelle aree di risanamento. La Giunta dovrà inoltre presentare un report annuale di monitoraggio in commissione. “Un piano molto positivo, molto dettagliato, con la previsione di un report che ci permetterà di capirne l’applicazione effettiva sul territorio”, questo il commento di Lucia Franchini (Pd), mentre per Mario Lupi (Verdi) il piano “rappresenta senz’altro un passo in avanti importante, anche se non sarà risolutivo di tutti i problemi”. Condivisione anche da parte di Bruna Giovannini (Sd), che raccogliendo sollecitazioni anche di altri consiglieri ha proposto un approfondimento specifico su alcune aree critiche.

Il piano arriverà in Aula per il voto definitivo nella prossima seduta, il 25 giugno, e sarà quindi accompagnato da un ordine del giorno con il quale si individueranno tre aree critiche, su cui nei primi sei mesi sarà chiesto alla Giunta regionale un approfondimento particolare: l’area metropolitana fiorentina e pratese, la zona di Livorno e Pisa, l’area lucchese.

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