venerdì, 14 Maggio 2021
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Ancora guai per l’aspirapolvere Kirby

Un anno fa finirono sotto in inchiesta perché maltrattavano i venditori, anche con frustate e pressioni psicologiche. Nuovi guai per tre imprese che vendono aspirapolvere porta a porta.

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Un anno fa finirono sotto in inchiesta perché maltrattavano i venditori, anche con frustate e pressioni psicologiche. Adesso tre imprese che vendono aspirapolvere porta a porta tra Reggello e Incisa Valdarno sono accusate di evasione fiscale.

PRESTITI FITTIZI. La guardia di finanzia di Pontassieve ha infatti scoperto tutta una serie di vendite al nero, per oltre 12 milioni di euro non versati al fisco, tra imposte dirette e iva. Dalle indagini è emerso che i clienti dopo aver acquistato l’elettrodomestico, richiedevano tramite il venditore un finanziamento per il pagamento a rate.

ASPIRAPOLVERE “IN NERO”. Le fiamme gialle hanno appurato che per la maggior parte di queste vendite non è stata emessa alcuna fattura. In pratica venivano stipulati prestiti fittizi, tramite firme false, richiedendo ai clienti di pagare rate per finanziamenti mai richiesti. In tutto sono stati denunciati cinque amministratori delle tre società, con l’accusa di infedele presentazione delle dichiarazioni dei redditi.

LA VICENDA. La ditta “Italcarone” di Incisa Valdarno, insieme ad alcune ditte collegate, era già stata interessata dalle indagini nel maggio del 2010. I vertici dell’impresa erano finiti in manette per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale. Oltre a maltrattare i dipendenti, l’impresa vendeva porta a porta l’aspirapolvere spaciandolo come presidio medicochirurgico-elettromedicale anti acaro, gonfiandone il prezzo (da 350 a 4mila euro). Da questa prima inchiesta è nato poi il secondo filone di indagine, sempre ad opera delle fiamme gialle di Pontassieve, incentrato sull’evasione fiscale.

GUARDA IL VIDEO DELLA GDF:

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