mercoledì, 22 Settembre 2021
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Aung Suu Kyi cittadina onoraria di Firenze

Il premio Nobel per la pace Aung Suu Kyi diventa fiorentina “acquisita”. La delibera è stata presentata oggi in consiglio comunale da Susanna Agostini, presidente della Commissione Pace in Palazzo Vecchio.

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“Tra pochi giorni, il 18 dicembre, ricorre il 61mo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non ci può essere ricorrenza più adeguata – ha sottolineato la Agostini – per concedere la cittadinanza onoraria a Aung San Suu Kyi, la leader birmana che ha dedicato una vita intera alla libertà del suo popolo”.

“Una libertà che la Giunta militare le ha negato fin da quando, nel 1990, la sua Lega Nazionale per la democrazia ha vinto le elezioni – ha detto ancora Agostini –. Da allora, la leader birmana ha trascorso agli arresti domiciliari, 14 degli ultimi 20 anni. Nei mesi scorsi, con motivazioni pretestuose, le sono stati inflitti altri, ulteriori, 18 mesi di arresti domiciliari, per aver violato la legge sulla sicurezza. Il 19 novembre, all’unanimità, la commissione Pace ha votato la proposta di dare a Aung San Suu Kyi la cittadinanza onoraria”.

“Nelle settimane scorse – ha aggiunto Agostini – il presidente Obama ha chiesto la liberazione, senza condizioni, di tutti i prigionieri politici, compresa Aung San Suu Kyi e anche altri Comuni nel nostro Paese, si stanno muovendo a difesa della leader birmana. Proprio nel rispetto del nostro storico ruolo, abbiamo il dovere di continuare a proporci come sostegno per tutti coloro che si battono per la libertà, anche per spostare in avanti la frontiera dei diritti, in quei Paesi che li negano. A Firenze, al consiglio comunale, guardano con trepidazione anche i cittadini birmani, che lontani dalla loro patria, si battono per la libertà di Aung San Suu Kyi”.

“Il sostegno delle istituzioni del nostro paese, a fianco della lotta del popolo birmano – ha concluso Agostini – è davvero fondamentale. La trasversalità a questa scelta, che sempre in questi frangenti, ha caratterizzato questo consiglio comunale, rafforza il messaggio di vicinanza a chi lotta per la libertà”.

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