venerdì, 7 Maggio 2021
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Baby calciatori al centro della “tratta” delle società sportive toscane

Fioccano sanzioni, squalifiche e penalizzazioni di varia tipologia e durata per dirigenti, calciatori e club coinvolti nella tratta dei baby calciatori immigrati dal Sud Italia.

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Fioccano sanzioni, squalifiche e penalizzazioni di varia tipologia e durata per dirigenti, calciatori e club coinvolti nella tratta dei baby calciatori immigrati dal Sud Italia.

“LA TRATTA”. La Commissione disciplinare della Lega Dilettanti ha inflitto multe alle società, sanzioni, squalifiche, penalizzazioni ai dirigenti e inibizioni ai baby calciatori fino a tre anni a causa di una presunta tratta di giovani promesse del calcio che provengono dal Sud Italia per “fare carriera” nelle squadre dilettantistiche della Toscana.

MULTE, SANZIONI E SQUALIFICHE. Già la scorsa estate la faccenda aveva creato molte polemiche e aveva fatto aprire un’inchiesta, da parte degli organi sportivi competenti, che si è conclusa ieri con una sentenza che riguarda 31 dirigenti di società che avranno pene da tre mesi a tre anni, 11 club sportivi con multe che vanno dai 2000 ai 9000 euro e 19 giovani calciatori che avranno dalle tre alle cinque giornate di squalifica.

CLUB MULTATI. Gli undici club sanzionati, che vedrenno decurtati i punti in classifica da uno a nove, sono delle province di Firenze, Arezzo, Siena e Prato e tra questi figurano nomi importanti per quanto riguarda il mondo dilettantistico: il Dlf Firenze, il Maliseti Prato, la Lastrigiana, il San Donato-Tavarnelle, il Certaldo, il Montelupo, il Sansovino, l’Audace Galluzzo, il Vicchio, il Virtus Poggibonsi e il Gracciano.
É stato multato e persino inibito dai campi da calcio per tre anni, un talent scout; secondo le indagini, proprio intorno a lui ruotava la “tratta” dei baby calciatori.

RECLUTAMENTO. Il meccanismo di reclutamento delle giovani promesse è semplice: ai genitori dei ragazzi veniva promesso, in cambio del trasferimento dei figli nelle città toscane, anche vitto, alloggio e istruzione scolastica. Ma l’inchiesta ha rivelato che molto spesso questi ragazzi venivano abbandonati a loro stessi, in condizioni igieniche precarie, con poco cibo e senza che nessuno li seguisse nell’istruzione scolastica.

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