Si cerca dunque di fare un po’ più di luce sulla tragedia di Ponte a Signa, dove un bambino di appena 6 anni è morto martedì scorso travolto dall’auto della madre, mentre la donna stava accompagnando un’altra figlia al nido. Se nessuno infatti potrà restituire il piccolo alla madre – comprensibilmente disperata e non in grado di raccontare la sua versione dei fatti agli investigatori – le indagini potranno chiarire il perchè del dramma di una famiglia e di un intero paese.

Quello che gli investigatori vogliono capire è perchè l’auto – al cui interno, mentre la madre era scesa con la figlia, si trovavano la piccola vittima e un altro fratello – che era stata parcheggiata in salita, si sia mossa. E non subito, ma quando la madre era già lontana. Forse è stato proprio uno dei bambini a urtare e togliere così il freno a mano, mentre si muoveva dentro la vettura, forse il freno a mano non era stato inserito dalla donna (ma allora perchè l’auto non si è mossa subito, permettendo così alla giovane madre di intervenire?). Nessuna ipotesi è comunque al momento esclusa, nemmeno quella di un guasto meccanico.

La donna dovrebbe essere ascoltata non appena le sue condizioni lo permetteranno. Intanto, i funerali del piccolo sono fissati per venerdì 6 febbraio, alle 10, alla chiesa della Natività.