sabato, 15 Maggio 2021
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Borgo San Lorenzo, arresti domiciliari per un imprenditore

Secondo la guardia di finanza, l'uomo avrebbe ''inquinato'' le proprie dichiarazioni fiscali con numerose fatture passive inesistenti, che avrebbe autoprodotto con il proprio computer.

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Un imprenditore del Mugello è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Borgo San Lorenzo.

FATTURE. La misura cautelare è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Firenze – Dott. Angelo Antonio Pezzuti – su richiesta del P.M. Dott. Giulio Monferini – per aver – spiega la guardia di finanza – “inquinato le proprie dichiarazioni fiscali con numerose fatture passive inesistenti, che lo stesso ha autoprodotto con  il proprio computer, indicando in esse imprese fornitrici di pura fantasia create attribuendogli una fittizia sede e partita I.V.A. oltre a pagamenti in realtà mai avvenuti”. Nel corso della verifica fiscale, le Fiamme Gialle, dopo i primi riscontri, “hanno subito compreso che il titolare di una ditta di istallazione di impianti termoidraulici dall’anno 2004 in poi aveva contabilizzato (attraverso ben 96 fatture) costi fittizi per oltre 2,4 milioni di euro, riuscendo così ad azzerare la base imponibile ed a creare un inesistente credito I.V.A. di 490mila euro che è stato interamente  utilizzato in compensazione con le altre imposte dovute, così da commettere il reato di cui all’art. 10 quater D.Lgs. 74/2000. In sostanza con tale espediente fraudolento l’imprenditore trasformava un semplice foglio di carta in denaro”, viene spiegato.

SPESE. “Pur in presenza di fornitori inesistenti – continua la Gdf – veniva accertato che i corrispondenti pagamenti contabilizzati dall’impresa generavano un effettivo decremento delle disponibilità bancarie. Dall’esame delle transazioni è emerso che seppur contabilmente imputate a costi aziendali, queste spese relative al periodo 2004/2012 sono state in realtà sostenute dall’arrestato (attraverso assegni e carte di credito) principalmente in territorio Sloveno per circa 700 mila euro, a favore di soggetti operanti nel settore dell’intrattenimento turistico di lusso e sale da gioco. Analoghe spese verso tali operatori, per altri 600 mila euro, sono state fatte anche dal proprio coniuge”.

DOMICILIARI. “Per tale condotta – conclude la Guardia di Finanza – l’arrestato è indagato anche per il reato di cui all’art. 11 del D.Lgs. 74/2000 per aver fraudolentemente sottratto rilevanti liquidità dell’impresa alle procedure di riscossione coattiva più volte intraprese senza esito da EQUITALIA S.p.a., in relazione ad un debito personale di oltre 3,8 milioni di euro derivante da precedenti verifiche e accertamenti fiscali su altre proprie imprese operanti sempre nel settore della termoidraulica. Queste circostanze hanno determinato l’adozione delle misure cautelari”.

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