venerdì, 22 Gennaio 2021
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Bus, rincaro tariffa fino a 1,50 euro. Ma la Provincia non ci sta

Innalzare le tariffe del trasporto pubblico per pareggiare alcuni conti. Ma la Provincia dice no: "controproducente, cominciamo a multare chi non ha il biglietto".

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Innalzare le tariffe del trasporto pubblico a 1,50 euro a corsa per pareggiare i conti. Questa la proposta della Regione Toscana alla quale la Provincia risponde con un secco “no”.

COME TAPPARE LE FALLE? L’aumento tariffario sarebbe dettato dall’esigenza di ricavare dalle tariffe circa 105 milioni di euro a livello regionale per garantire un equilibrio economico alla gara unica del Tpl. “Considerata l’attuale situazione economica, che grava sempre più sulle famiglie e i cittadini, la Provincia di Firenze ritiene opportuno non aumentare le tariffe urbane del trasporto pubblico su gomma e cercare di ottenere il ricavo atteso attraverso altri strumenti da attuare in collaborazione con gli enti locali e l’azienda che espleterà il servizio – ha detto l’assessore provinciale ai trasporti Stefano Giorgetti -. Partendo dal dato dei ricavi 2011 trasmesso dalla Regione, pari a circa 31 milioni di euro per l’area urbana fiorentina, è possibile ottenere i ricavi attesi con l’attuazione di alcuni punti strategici”.

NON AUMENTARE I PREZZI. Quali? Secondo la Provincia è “sistematicamente riscontrato che l’impatto dell’aumento delle tariffe determina una disaffezione dall’uso del mezzo pubblico. È stato stimato che ad un aumento del 20% corrisponde una defezione degli utenti di circa il 5%”, quindi i biglietti non dovrebbero essere aumentati di prezzo tranne se si sceglie di realizzare un biglietto valido due ore per gli spostamenti più lunghi (ovvero mezz’ora in più dei canonici 90 minuti) da vendere a 1,50 euro.

AUMENTARE I CONTROLLI. Un altro modo, secondo Giogetti, per tappare qualche falla sarebbe contrastare l’evasione: “andrebbe incrementato il personale addetto al controllo, utilizzando i fondi che la Regione ha stanziato per la clausola sociale e il mantenimento occupazionale a fronte dei possibili esuberi rispetto agli attuali organici delle aziende”. Dulcis in fundo resta l’educazione:  “incrementare il servizio favorendo lo scambio con mezzi urbani e extraurbani in modo da motivare le persone all’uso del mezzo pubblico”

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