giovedì, 4 Marzo 2021
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Crisi di governo, il calendario delle consultazioni di oggi

Ultimo giorno di consultazioni tra forze politiche e Presidente della Repubblica per risolvere la crisi di governo: il calendario di oggi

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È il giorno della verità. Dopo gli incontri di ieri con i presidenti di Camera e Senato, si chiude oggi, venerdì 29 gennaio, il calendario delle consultazioni al Quirinale tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i gruppi delle forze politiche rappresentate alla Camera e al Senato e coinvolti nella crisi di governo in corso. Iniziate nel pomeriggio di ieri, saranno un primo passaggio necessario per risolvere l’impasse.

Crisi di governo, cosa succede oggi

Gli scenari possibili per uscire dalla crisi di governo sono questi:

  • Conte ter senza Italia Viva ma con il sostegno di nuovi senatori (i cosiddetti “responsabili”)
  • Conte ter con un nuovo accordo politico e il rientro di Italia Viva in maggioranza
  • Governo presieduto da un nuovo Presidente del consiglio che trova la maggioranza assoluta anche in Senato
  • Governo di unità nazionale o tecnico
  • Nessun accordo tra le forze politiche ed elezioni anticipate

Crisi di governo, il calendario delle consultazioni di oggi (29 gennaio)

Ultima giornata del calendario delle consultazioni per risolvere la crisi di governo, oggi è il turno dei gruppi del centrodestra e del Movimento 5 stelle. Sessione tutta pomeridiana, perché al mattino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà impegnato nella cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della Corte di Cassazione.

Dalle 16 si terranno le consultazioni con deputati e senatori di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi con l’Italia – USEI – Cambiamo! – Alleanza di centro.

Chiude la tre giorni di consultazioni l’incontro con i gruppi di Camera e Senato del Movimento 5 stelle, in programma alle 17.

Venerdì 29 gennaio (pomeriggio)

  • ore 16.00
    Gruppi Parlamentari “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.
    Gruppi Parlamentari “Forza Italia Berlusconi Presidente – UDC” del Senato della Repubblica e “Forza Italia – Berlusconi Presidente” della Camera dei deputati.
    Gruppi Parlamentari “Lega – Salvini Premier – Partito Sardo d’azione” del Senato della Repubblica e “Lega – Salvini Premier” della Camera dei deputati.
    Rappresentanti della componente “Noi con l’Italia – USEI – Cambiamo! – Alleanza di centro” del Gruppo Misto della Camera dei deputati e della componente “Idea – Cambiamo” del Gruppo Misto del Senato della Repubblica.
  • ore 17.00
    Gruppi Parlamentari “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Consultazioni, com’è andata ieri

Le consultazioni erano state avviate mercoledì pomeriggio con gli incontri con i presidenti di Camera e Senato.

Ieri è stata la volta dei gruppi numericamente più piccoli che però potrebbero risultare decisivi per risolvere la crisi di governo. I primi a essere ricevuti al Quirinale sono stati i delegati del gruppo “Per le autonomie” del Senato, di cui fanno parte le formazioni regionali della Südtiroler Volkspartei e dell’Union Valdôtaine, oltre ad altri senatori come l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

È stata poi la volta del Gruppo misto del Senato, la formazione più al centro dell’attenzione di tutte in questi giorni. Dai suoi membri potrebbero arrivare o non arrivare i numeri necessari all’allargamento della maggioranza. Ancora nella mattina, i gruppi di +Europa, Azione e Radicali Italiani, uniti in un’unica formazione sia alla Camera che al Senato. Quindi il Gruppo misto della Camera e il neo costituito gruppo “Europeisti – MAIE – Centro Democratico”.

Nel pomeriggio il calendario delle consultazioni ha visto impegnate al Colle le forze di centrosinistra. Prima il gruppo di Liberi e uguali, poi Italia Viva – Psi (sia il gruppo della Camera che quello del Senato) e infine il Partito democratico.

Crisi di governo, gli scenari

Se dai gruppi più piccoli non sono arrivate sorprese (alcuni sosterranno un nuovo governo con la maggioranza uscente, altri no) e dal Partito democratico si è avuto il pieno appoggio a un reincarico per Giuseppe Conte, l’attesa era tutta per la mossa di Italia Viva.

Matteo Renzi, leader del partito, ha di fatto chiesto di bloccare l’incarico esplorativo a Conte, proponendo prima un tentativo su un altro nome per verificare se tra le forze politiche c’è la volontà di riammettere Italia Viva in maggioranza. Il nome più accreditato, al momento, è quello dell’attuale presidente della Camera Roberto Fico. Italia Viva ha i numeri al Senato per essere indispensabile per la composizione di una maggioranza, e Renzi ha usato il potere negoziale del suo partito.

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