“Un’esplosione di ferocia inaudita” che mette in evidenza “la spietatezza e la lucidità successiva” e “l’altissima pericolosità del soggetto”. Sono queste le motivazioni con cui il gip di Grosseto ha convalidato l’arresto di Matteo Gorelli, il 19enne protagonista dell’aggressione a due carabinieri, pestati a sangue lunedì scorso nel grossetano e adesso ricoverati all’ospedale di Siena. Uno dei militari è ancora in pericolo di vita.

IN CARCERE. Gorelli, l’unico maggiorenne del gruppo di quattro giovani che hanno aggredito i militari dopo un rave party, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha chiesto informazioni sulle condizioni di salute dei militari. L’accusa per lui è concorso in duplice tentato omicidio, concorso in rapina, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza.

I GENITORI DELLA MINORENNE. Sulla vicenda sono intervenuti anche i genitori della ragazza minorenne che faceva parte del gruppo di giovani. Tramite un comunicato diffuso dai loro legali hanno espresso “incredulità e e immenso dolore”. “Il nostro primo e unico pensiero – spiegano nella nota i genitori e la sorella della ragazza – in questo momento va ai due militari feriti, con gli auguri veri e sinceri di pronta e totale guarigione. Il nostro affetto e la nostra solidarietà anche alle loro famiglie ed a tutti i carabinieri”.

UN CARABINIERE RISCHIA LA VITA. Intanto rimangono stazionarie le condizioni di Antonio Santarelli, uno dei due carabinieri, che è in coma farmacologico dopo essere stato operato per la riduzione di un ematoma alla testa. E’ ancora in pericolo di vita, hanno spiegato i medici. L’altro militare, Domenico Marino, rischia di perdere l’occhio destro e sarà trasferito nel reparto di oculistica. “Ha superato la fase acuta del post operatorio – si legge nel bollettino medico – sta facendo dei controlli radiologici, dopo di cui sarà trasferito in giornata in un reparto di degenza”.

LE POLEMICHE. La vicenda ha fatto riaprire la discussione sui rave party. Quello a cui hanno partecipato i quattro giovani responsabili della brutale aggressione non era stato autorizzato, ha fatto sapere il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni. Secondo quanto reso noto non era possibile intervenire perché si trattava di una festa privata. Sull’episodio è intervenuto anche il presidente della Regione Enrico Rossi che ha chiesto una legge in materia.