sabato, 19 Settembre 2020
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Carico-scarico merci, le cooperative contro Renzi

Al secondo giorno dall'entrata in vigore del nuovo regolamento di carico-scarico merci nella ztl, che ha pressoché dimezzato il tempo a disposizione per effettuare i rifornimenti ai negozi, le cooperative si ribellano: “Danni economici”.

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Al secondo giorno dall’entrata in vigore del nuovo regolamento di carico-scarico merci nella ztl, che ha pressoché dimezzato il tempo a disposizione per effettuare i rifornimenti ai negozi, le cooperative si ribellano: “Danni economici”.

REGOLAMENTO. Il nuovo regolamento di carico-scarico merci prevede che le operazioni debbano essere portate a termine entro un’ora e mezzo, dalle 7.30 alle 9 di mattina. Prima, invece, era prevista una finestra pomeridiana per tornare sul posto e c’era più elasticità anche per quel che riguardava i limiti orari mattutini.

DANNI. “Danni alle aziende di trasporto, alle attività commerciali e agli alberghi. Il nuovo orario per il carico-scarico merci non sta creando soltanto generici disagi, ma ha già ricadute economiche negative”. Così Legacoop Servizi Toscana, che ha tra le cooperative aderenti importanti imprese di logistica e trasporti con migliaia di lavoratori, denuncia i problemi provocati dalle nuove regole introdotte dal Comune di Firenze sul carico e scarico merci nel centro storico. A parlare, a nome anche di Confcooperative e Agci, le altre due centrali cooperative, è il responsabile Logistica e Trasporti di Legacoop Servizi Giovanni Giuliacci.

CONSEGNE SALTATE. “In questi primi due giorni del nuovo sistema sono saltate diverse forniture – dice Giuliacci – perché chi deve consegnare le merci non ce la fa a portarle tutte a destinazione in un’ora e mezzo. E il problema più grave riguarda i generi alimentari deperibili: alcuni alberghi e attività commerciali non hanno potuto ricevere latticini, pesce, carne”. I danni economici insomma ci sono già.

COSTI IN CRESCITA. Il rischio, secondo Legacoop Servizi è che aumentino il numero di furgoni che si muovono nel centro storico e il prezzo delle forniture. “Ciò che succederà – continua Giuliacci – è facilmente prevedibile: i fornitori utilizzeranno più mezzi per riuscire a fare in tempo tutte le consegne o aumenterà il numero dei fornitori che operano nel centro storico. L’altro rischio reale è che cresca il costo di ogni fornitura: un meccanismo al rialzo determinato dal fatto che ogni impresa può fare meno consegne di prima e che sarebbe negativissimo in un momento di crisi come questo”.

CONFRONTO. Aprire un tavolo di trattative subito, questa la richiesta delle cooperative di trasporto. “E’ stata presa una decisione unilaterale – conclude Giuliacci – che sta creando veri danni. Noi finora ci siamo tenuti fuori dalle polemiche per cercare una mediazione, ma non ci è stato concesso. Per questo ora chiediamo pubblicamente al Comune di aprire un dialogo con tutte le associazioni di categoria”.

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