A inaugurare la nuova realizzazione sono stati il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e i primi cittadini di Sesto Fiorentino e Calenzano, Gianni Gianassi e Giuseppe Carovani, l’assessore provinciale all’ambiente Luigi Nigi e il presidente di Quadrifoglio Marco Maria Samoggia.

Gli interventi sono stati realizzati da Quadrifoglio per una spesa di circa 13 milioni di euro, e hanno riguardato la realizzazione di due nuovi edifici, la trasformazione della struttura produttiva e di maturazione del compost attraverso la realizzazione di biocelle e la modifica strutturale di alcune separazioni tra i capannoni esistenti per permettere la massima fruibilità interna.

Prima del nuovo intervento, il reparto compostaggio di Case Passerini era costituito da due capannoni chiamati “Compostaggio 1” e “Compostaggio 2”. In entrambe le strutture si realizzava lo stesso processo di lavorazione: mediante l’ausilio di pompe veniva immessa aria nei cumuli di rifiuto organico (rivoltati periodicamente), in modo da favorire il processo aerobico di compostaggio. L’aria derivante dal processo di fermentazione dei rifiuti organici veniva rilasciata all’esterno dopo aver subito un trattamento, generando però maleodoranze per gli abitanti delle zone circostanti. L’ampliamento e l’ottimizzazione dell’impianto di compostaggio è stato attuato sia per aumentare la capacità di trattamento della frazione organica (che passerà da 22.000 a 70.000 tonnellate all’anno), sia per eliminare i problemi di maleodorazione: il vecchio impianto trattava 60.000 metricubi/ora di aria maleodorante, col nuovo ne saranno trattati 360.000.

Nel nuovo impianto, il processo di fermentazione avviene all’interno di 14 biocelle (parallelepipedi chiusi e sigillati) e le emissioni vengono poi filtrate attraverso biofiltri (strato di materiale miscelato con carboni attivi alto circa 2 metri che deodora completamente l’aria). Tutte le opere realizzate migliorano anche le condizioni di lavoro degli operatori che non saranno più a diretto contatto con i rifiuti. Il sistema chiuso infatti è seguito attraverso un software di rilevamento e analisi della temperatura che consente di intervenire e migliorare il processo di maturazione attraverso l’immissione di aria alla temperatura necessaria ad ottimizzare tutto il processo. L’intervento è stato realizzato senza mai sospendere la normale raccolta così da permettere di continuare a trasformare in compost il rifiuto organico differenziato dai cittadini. Il prodotto finale che prende il nome di “ammendante compostato”, non emette alcun cattivo odore e può essere utilizzato in agricoltura e in floricoltura. L’ampliamento e l’ottimizzazione dell’impianto di compostaggio consente un aumento del 62% della produzione di ammendante.

Con le nuove 14 biocelle, infine, aumenta anche la potenzialità di trattamento dei rifiuti organici. Questo permetterà di allargare il sistema di raccolta dei materiali organici di origine domestica, che garantirà anche a Firenze il superamento della soglia complessiva del 40% di raccolta differenziata. Ad aprile saranno sistemati nelle varie zone della città ancora sprovviste i nuovi cassonetti con coperchio marrone per gli scarti organici domestici. Saranno complessivamente 1.000 i cassonetti su tutto il territorio comunale. Inoltre nel “Castrum Romano” la raccolta dell’organico – già effettuata presso gli esercizi di ristorazione – sarà estesa anche alle utenze familiari e analogo allargamento è previsto al resto del centro storico, laddove non sarà possibile sistemare cassonetti.