Un fatturato netto di 63.271.000 euro, un valore aggiunto di 12.742.000 euro. Dati decisamente migliori già al 31 agosto, se confrontati alle previsioni per l’anno 2008 che si attestavano rispettivamente a 63.855.000 euro, 12.465.000 euro, alla media nazionale di settore (fonte Mediobanca). Questi in sintesi i “numeri” più significativi relativi alla situazione economica della Centrale del latte Spa, illustrati oggi in Palazzo Vecchio dall’assessore alle società partecipate Tea Albini (il comune di Firenze detiene il 62,99% delle quote) dal presidente Paolo Bambagioni.

Prosegue quindi con risultati in linea con le previsioni, il piano industriale dell’azienda impegnata su diversi fronti per il raggiungimento degli obiettivi fissati: andamento economico, raggiungimento di un più elevato livello di efficienza/efficacia interna, rinegoziazione dei contratti per l’acquisto di beni e servizi, accordi con il personale.

“I numeri che sono stati presentati – ha sottolineato l’assessore Albini – evidenziano il buono stato di salute dell’azienda e buone performance, soprattutto per la grande qualità di alcuni tipi di latte prodotti nel nuovo stabilimento. E per questo un doveroso ringraziamento va al consiglio di amministrazione e alla direzione aziendale per il serio lavoro avviato col piano industriale che prevede il pareggio per l’anno 2010. Firenze è legata affettivamente e storicamente alla centrale del latte e al marchio ‘Mukki’. Pertanto auspico che il consiglio comunale, cui spetta la decisione, possa esprimersi prima della fine di questo mandato amministrativo sulla possibilità di cessione delle quote pubbliche, per consentire un futuro industriale certo che offra garanzie occupazionali, di qualità del prodotto e che tuteli i produttori”.

La redditività operativa, misurata dal valore aggiunto è oggettivamente molto buona, superiore alle previsioni, ma soprattutto di gran lunga migliore della media del settore. “L’azienda – ha commentato il presidente Bambagioni – mostra una redditività operativa abbondantemente sopra la media ed è quindi in ottima salute dal punto di vista industriale, nonostante le note e pesanti turbolenze sul mercato della materia prima e su quello del prodotto finito. Tale redditività viene tuttavia completamente annullata essenzialmente dagli oneri finanziari, dato il progressivo e consistente aumento dei tassi di interesse rispetto al periodo in cui fu concepito il Piano Industriale. Un’adeguata ricapitalizzazione consentirebbe alla performance industriale di esprimere tutto il suo potenziale”.

Collateralmente all’accordo sul prezzo base siglato con gli allevatori, si è sviluppata una responsabile verifica dei contratti di conferimento veri e propri, che ha portato a un risparmio per la Centrale di circa 300 mila euro l’anno e ad un prolungamento della scadenza dei contratti stessi al 31 dicembre 2012 per dare agli allevatori un adeguato livello di certezza programmatica dei loro investimenti. Come da Piano Industriale, sono stati affrontati e conclusi due temi molto delicati e complessi, come l’accordo del 13 marzo 2008 su un percorso di “mobilità sostenibile” e quello del 21 luglio scorso sulla riduzione del costo del lavoro

“I due accordi sindacali – ha concluso il presidente Bambagioni – pongono fine a un lungo confronto, consentendo un risparmio aziendale di circa 1.200.000 euro l’anno e, soprattutto, il consolidamento del clima aziendale, producendo stabilità delle relazioni per il prossimo biennio, cruciale per il futuro dell’azienda, e per affrontare gli impegni assunti con il percorso di mobilità”.