lunedì, 17 Giugno 2024
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Centri commerciali naturali, un’intesa per promuoverli

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Riconoscendo i Centri commerciali naturali come quelle aggregazioni di negozi e piccole imprese ‘di vicinato’ che stanno assumendo un ruolo sempre più vitale nel tessuto urbano fiorentino contribuendo a combattere le forme di degrado ed emarginazione sociale nei nostri quartieri e  affermando un modello di controllo del territorio dal basso, il Comune si impegnerà a promuoverne le attività e sostenerne le iniziative attraverso vari strumenti.

Innanzitutto con una procedura semplificata per il rilascio dei permessi e lo svolgimento delle pratiche, poi con la riduzione dei costi per l’occupazione del suolo pubblico durante gli eventi fino all’80% (modificando il regolamento Cosap) e con il sostegno alla promozione e alla diffusione dei progetti anche attraverso l’abbattimento della tassa di pubblicità e la riserva di spazi sulle pubbliche affissioni e sui mezzi delle società partecipate.

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Infine con l’impegno a studiare una riorganizzare del sistema della sosta nelle zone in cui insistono i Centri; con la definizione di apposite convenzioni con Ataf, Sas e Firenze parcheggi.

 “Si tratta di un protocollo di intesa veramente importante – afferma il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico Dario Nardella – che una triplice valenza: per combattere la crisi dei consumi attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e la riscoperta dell’appartenenza al quartiere in cui vivono; per favorire quel controllo del territorio ‘dal basso’ che è forse lo strumento più efficace contro il degrado e la microcriminalità; per dare una risposta chiara al tentativo di affermare modelli sociali e consumistici lontani dalla vita cittadina e dalla nostra tradizione commerciale. Inoltre, favorire i centri commerciali naturali significa combattere contro l’impoverimento culturale e sociale delle nostre strade e delle nostre piazze, dove è in atto una sorta di  ‘mutazione’ che ci vede subire la scomparsa dei negozi storici e di vicinato per il proliferare di kebab e internet point. Non vogliamo certo porre considerazioni di discriminazione sociale o culturale, ma crediamo che sia necessario agire per preservare un coerente sviluppo della città ”.

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