I due farmaci in questione – l’aripiprazolo e il ropinirolo, due principi attivi che agiscono su meccanismi diversi e che puntano a contrastare il desiderio irrefrenabile avvertito dal cocainomane, in gergo scientifico definito “craving” – sono ritenuti promettenti, in base agli studi condotti finora, per contrastare la dipendenza da cocaina. Capofila del progetto (che vedrà coinvolte 11 aziende sanitarie toscane, con l’unica eccezione di quella di Livorno, oltre a quelle di Torino e Padova) sarà la Asl numero 5, quella pisana.

L’ALLARME COCAINA

Il consumo della cocaina è un fenomeno che, anche in Toscana, riguarda sempre più persone, e che per questo è considerato sempre più preoccupante. “Diminuisce l’età di inizio del consumo – spiega l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori – il fenomeno è ormai diventato dilagante. Non è più un’emergenza, ma un dato di fatto. Insieme a questa sperimentazione, abbiamo dato il via ad altri progetti proprio per cercare di dare una risposta concreta alle necessità di tante persone alle prese con questo tipo di problematica”. Dunque, saranno almeno 200 i pazienti che, nelle intenzioni dei coordinatori del progetto, dovranno essere inseriti nella terapia sperimentale.

“Si tratta di due farmaci a basso costo già impiegati per la cura di alcune patologie psichiatriche – illustra Milo Meini, responsabile del dipartimento tossicodipendenze della Asl5 di Pisa – che agiscono con meccanismi diversi. La disintossicazione da cocaina è già possibile, quello che vogliamo cercare di combattere è il cosiddetto craving“. Anche perchè, come riconosciuto da Rocco Damone, direttore sanitario della Asl 5, “ormai il consumo di cocaina non è più un fatto elitario, ma riguarda sempre più ampie fasce della popolazione. È un consumo ‘discreto’, quindi difficile da quantificare. Con questo progetto vorremmo anche ottenere dei dati circa l’estensione del consumo in Toscana”. L’obiettivo del progetto, avviato l’anno scorso, è stato quelo di individuare un rimedio farmacologico capace di combattere la dipendenza da cocaina, proprio come avviene, ad esempio, con alcol ed eroina. Poi, una volta individuato il principio attivo, è arrivata l’approvazione da parte di un comitato etico, ed è stato deciso di avviare la sperimentazione vera e propria.

I DATI

Dalla Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, risulta chiaramente un aumento degli utilizzatori di cocaina soprattutto nel periodo 2003-2005. Aumenta il numero di maschi con età compresa tra i 25 ed i 34 anni (+ 62% in 2 anni) e delle femmine tra i 15 ed i 24 anni (+ 50% in 2 anni). Cresce ancor di più tra i maschi 35 – 44enni (2001:0,01; 2003:0,8%; 2005:2%). Tra gli studenti, gli anni in cui si sono registrati i consumi più elevati di cocaina sono il 2004 (4%) e il 2006 (3,9%). I consumi aumentano all’aumentare dell’età. Per quanto riguarda i ragazzi, è stato rilevato un aumento significativo dei consumatori fino al 2002 (2000:4%; 2002:4,9%); negli anni successivi vi sono oscillazioni, ma nel 2006 si è tuttavia registrato un nuovo aumento (4,8%). Anche fra le studentesse tra i 15 ed i 19 anni è stato rilevato un nuovo aumento della prevalenza delle consumatrici nel 2006 (3%), sino quasi al picco storico del 2001. La classe d’età maggiormente esposta ai consumi di cocaina risulta essere, per entrambi i generi, quella dei 19enni. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento Nazionale Antidroga nel 2005, sono in aumento i sequestri di questa sostanza, e in diminuzione l’età del primo consumo. Sempre secondo l’ultima Relazione annuale al Parlamento, la regione che fa registrare la più alta prevalenza di consumatori nel 2005 è la Lombardia, con il 4,7%. In questa classifica, la Toscana si piazza al 5° posto, con il 2,8%.


LOTTA ALLE DIPENDENZE

La lotta della Toscana alle dipendenze, con particolare attenzione a quella da cocaina, si è intensificata negli ultimi tempi, a causa del numero crescente di pazienti presi in carico dai servizi, dell’abbassamento dell’età media dei consumatori e del costo della cocaina. Nel 2007 le persone in carico ai servizi della Toscana sono state 20.351: 14.953 ai SerT (oltre 3717 dei quali nella fascia d’età 14/29 anni) e 5.398 in carico alle equipe alcologiche (meno della metà nella fascia 14/39 anni). Circa il 40% di questi presentava patologie correlate all’uso di cocaina. Secondo uno studio condotto dall’Agenzia Regionale di Sanità sulla popolazione giovanile, sarebbero quasi 59mila i ragazzi nella fascia compresa tra i 14 e i 19 anni che hanno fatto uso di sostanze illegali, quelli che hanno assunto cocaina sarebbero 10.113, 6.467 maschi e 3.646 femmine. Per la sperimentazione farmacologia, la Regione ha messo a disposizione 110mila euro. Altri 160mila euro verranno impiegati per l’avvio di un’altra sperimentazione nell’area pisana: una residenza per cocainomani in grado di ospitare circa 50 pazienti per periodi dalle due alle tre settimane. È prevista la collaborazione del CNR di Pisa che studierà il comportamento degli ospiti.