sabato, 26 Settembre 2020
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Commercio, un trimestre nero

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Questo il quadro che emerge dall’indagine condotta nell’ambito dell‘Osservatorio Regionale sul Commercio della Toscana, realizzato da Unioncamere Toscana e Regione Toscana.


I toscani danno comunque un taglio netto soprattutto agli acquisti nei negozi di piccola e media dimensione, facendo scendere il loro giro di affari rispettivamente del 7,5% e del 6,6%.

Analizzando i dati sulle vendite al dettaglio della Toscana per settore di attività, l’unico dato positivo riguarda gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+0,4%), anche se il dato è sensibilmente inferiore a quello registrato negli anni precedenti. La flessione più marcata tocca le vendite di prodotti non alimentari (-6,8%), segno di quanto le famiglie toscane abbiano ridotto i loro acquisti sacrificando soprattutto l’acquisto di abbigliamento e accessori (-7,4%) e di prodotti per la casa ed elettrodomestici (-9,4%). Il giro di vite sui consumi interessa comunque anche i prodotti alimentari: il settore food della Toscana inizia infatti a registrare una decisa flessione nel trimestre in esame (-2,9%).


Con riferimento alle giacenze, nel primo trimestre 2009, l’84% delle imprese ha dichiarato che le scorte di magazzino sono adeguate rispetto alle proprie esigenze commerciali, mentre il 13% le dichiara in esubero ed un esiguo 3% le ritiene insufficienti: il fenomeno dell’eccesso di scorte risulta più accentuato in confronto ad analoghi periodi degli anni precedenti, anche se in attenuazione rispetto a quanto verificatosi a fine 2008.


Guardando al II trimestre 2009, per quanto fra i gli imprenditori toscani prevalgano leggermente gli ottimisti (saldo pari a +3 punti percentuali), si segnala comunque un continuo peggioramento del clima di fiducia (il saldo diminuisce infatti di 5 pp rispetto al trimestre precedente). Aspettative più pessimistiche continuano ad interessare le piccole e medie imprese (-7 punti percentuali), ma in netto peggioramento sono anche quelle della grande distribuzione (passate in un trimestre da +24 pp a +16 pp). In caduta anche le attese rispetto alle vendite dei prodotti alimentari (saldo da +11 pp a +6 pp) e saldo in diminuzione, per la prima volta addirittura negativo, per i prodotti non alimentari (-4 pp).  Tiene solo  il clima di fiducia dei grandi operatori (iper, super e grandi magazzini), che godono di un saldo di +30 pp. Situazione preoccupante sul fronte degli ordinativi: saldi decisamente negativi per piccola e media distribuzione (-17 pp e -15 pp) e per il settore no food (-15 pp).

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