lunedì, 27 Settembre 2021
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Contro i tumori in Toscana aumentano gli screening

Uno screening ti allunga la vita. Pare che in Toscana lo abbiamo capito: la campagna di sensibilizzazione messa in atto dalla Regione sta infatti riscuotendo ampio successo, tant'è che l'adesione agli inviti ha raggiunto in alcuni casi il 102%.

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SEMPRE PIU’ INVITI, ALTA ADESIONE. Per quanto riguarda lo screening mammografico nel 2008 l’invito è stato esteso al 92,8% della popolazione bersaglio (donne tra i 50 e i 69 anni). Nel 2007 l’estensione era stata dell’87,84%. Nel 2008 hanno aderito all’invito sottoponendosi al test il 69,5% delle donne invitate, contro il 68,6% dell’anno precedente. In seguito a questi esami 833 donne sono state avviate verso l’intervento chirurgico, grazie alla diagnosi in fase precoce.

Buoni i risultati anche per quanto riguarda lo screening della cervice uterina. L’invito, che viene rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, è stato esteso al 99% del target e l’adesione ha raggiunto il 53,6% (nel 2007 rispettivamente 102% e 51,3%).

DIAGNOSI PRECOCE. La capacità diagnostiche del sistema si sono dimostrate buone e sono state così individuate 810 lesione pre-cancerose, molte delle quali avrebbero potuto, con il tempo e in mancanza di cure, evolversi in forme tumorali maligne.

Infine lo screening del colon retto, a cui è stato invitato il 72,5% della popolazione target, donne e uomini tra i 50 e i 69 anni (66,9% nel 2007). L’adesione ha ormai assunto un trend costante, che sfiora il 51%. Grazie a questo test nel 2008 sono stati diagnosticati 76 casi di tumore e sono stati evidenziati 1303 adenomi avanzati, ossia forme benigne che però nel tempo e senza cura possono evolvere in tumori maligni.

STRUMENTO DI EQUITA’ SOCIALE. Particolarmente importante un altro effetto dell’attività di screening, sottolineato dal direttore sanitario dell’Ispo Carolina Cuzzoni e dal direttore operativo dell’Istituto Toscano Tumori Gianni Amunni, ossia il fatto che gli interventi di prevenzione secondaria hanno dimostrato non solo di migliorare la prognosi di alcuni tumori, ma anche di ridurre le differenze nella sopravvivenza per neoplasie riscontrate nelle diverse fasce socio-economiche della popolazione. Lo screening, insomma, come attività salvavita e fattore di equità in campo sanitario.

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