venerdì, 14 Maggio 2021
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Cori, cartelli e anche voglia di ridere. Migliaia di donne (e uomini) in piazza FOTO/VIDEO

Erano tante, tantissime. Anzi, per meglio dire, tanti, tantissimi. Perché se alla manifestazione per difendere la dignità delle donne, in programma in contemporanea in diverse città italiane, le rappresentanti del gentil sesso erano moltissime (dalle bambine con i genitori alle più anziane, con quest'ultime forse in maggioranza assoluta), non mancavano nemmeno gli uomini.

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Erano tante, tantissime. Anzi, per meglio dire, tanti, tantissimi. Perché se alla manifestazione per difendere la dignità delle donne, in programma in contemporanea in diverse città italiane, le rappresentanti del gentil sesso erano moltissime (dalle bambine con i genitori alle più anziane, con quest’ultime forse in maggioranza assoluta), non mancavano nemmeno gli uomini.

 

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Un corteo, quello fiorentino, partito alle 14 in punto da piazza dei Giudici, con qualche ripercussione (almeno inizialmente) sul traffico dei lungarni. Poi i manifestanti hanno raggiunto piazza della Repubblica, dopo aver percorso le principali strade del centro. Al corteo hanno preso parte migliaia di persone, che tra slogan più o meni seri (dal “dimissioni, dimissioni” ovviamente rivolto al premier Berlusconi al più nostalgico “tremate, tremate, le donne son tornate”), musica e cartelli di ogni tipo (e qui la fantasia non è certo mancata..) hanno percorso il tracciato noncuranti della pioggia che cadeva a sprazzi.

 

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Destinatario di cori e cartelli, manco a dirlo, il presidente del consiglio. Da una finestra di piazza dei Giudici, da cui il corteo è partito, a un certo punto è spuntata anche una bandiera italiana accompagnata da uno striscione recitante “Berlusconi come Mubarak”. E poi, durante il percorso, tanti cori, tanti cartelli, tanta, tantissima fantasia. Perché tra le donne che sono scese in strada a Firenze, oltre che di protestare e farsi sentire, c’era anche tanta, tanta voglia di ridere. Forse per farsi sentire, in questo modo, ancora più forte.

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