giovedì, 21 Ottobre 2021
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Costa Concordia, in cinque mesi è sprofondata di quattro metri

Gli esami fonici effettuati sulle registrazioni della scatola nera, hanno dato le prime risposte. La Concordia urtò due volte gli scogli, non una sola come dichiarato da Francesco Schettino.

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Gli esami fonici effettuati sulle registrazioni della scatola nera, hanno dato le prime risposte. Mentre le immagini dei sommozzatori registrate tra gennaio e maggio, mostrano di quanto la nave sia sprofondata.

4 METRI IN CINQUE MESI. Dal 13 gennaio ad oggi (cinque mesi e un giorno) la Costa Concordia sarebbe sprofondata a prua di 4 metri e a poppa di 2 metri. E’ quanto emerge dalle immagini registrate dai sub dei carabinieri di Genova i cui sommozzatori, a gennaio erano entrati a prua per perlustrare la plancia di comando, e per farlo avevano praticato un varco in una vetrata che si trovava a pelo d’acqua. A maggio, i sub sono tornati a ispezionare il relitto, e hanno rilevato come il foro che avevano praticato a gennaio fosse totalmente sommerso. Da alcuni calcoli eseguiti, si troverebbe circa 4 metri sott’acqua. Ma ci sono anche altri elementi che fanno ritenere che la nave della prua è sprofondata di circa 4 metri verso l’abisso. Anche la poppa dello scafo si è mossa di circa 2 metri, e la parte centrale del relitto si è avvicinata alla roccia sottostante di almeno 2 metri. I sub dei carabinieri di Genova hanno ispezionato parti ancora non raggiunte della Concordia, come il Ponte 0, e hanno percorso la zona del transatlantico in cui era situato il casino’. Le immagini mostrano come le alghe abbiano ormai ricoperto mobili e suppellettili rimasti nella nave.

LA SCATOLA NERA. Dagli esami fonici effettuati sulle registrazioni della scatola nera svolti nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal gip, è emerso che la Concordia, la sera del 13 gennaio, urtò ben due volte il fondale dell’Isola del Giglio e non una sola, come dichiarato dal comandante Schettino. Dalle registrazioni, è possibile distinguere due forti boati.

IL RECUPERO. La scatola nera fu recuperata lo scorso 17 gennaio, tre giorni dopo il naufragio, nello stesso giorno in cui furono individuati cinque corpi, portando così a 11 il numero delle vittime. Una volta recuperata la scatola, Schettino dichiarò che lo strumento non registrava da almeno quindici giorni prima dell’incidente. Ma alla fine del mese di gennaio, gli esperti scoprirono che non era rotta. Ad essere fuori uso pare sia solo il back-up del sistema vdr e quindi, la registrazione di bordo non subì danni. Ieri, a distanza di cinque mesi, i primi risultati.

GABRIELLI. E circa i movimenti registrati, Franco Gabrielli, commissario delegato, in una nota afferma ”Dalla metà di aprile ad oggi non sono state registrate accelerazioni apprezzabili e le velocità di spostamento su tutto lo scafo, laddove strumentalmente apprezzabili, sono state estremamente basse, quantificabili mediamente in qualche millimetro al giorno”.

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