lunedì, 10 Maggio 2021
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Dignità delle donne e ”no al pedaggio”: un weekend in piazza (e in strada)

Sabato 12 febbraio è in programma il ''Siena-Firenze day'', mobilitazione itinerante lungo l'Autopalio per dire no al pedaggio. Il giorno dopo, domenica 13, saranno le donne - ma non solo - a scendere in piazza in difesa della dignità delle donne. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

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Dalla Firenze-Siena al centro di Firenze: un weekend di mobilitazioni in Toscana.

SIENA-FIRENZE DAY. E’ questo il titolo della mobilitazione promossa dalla Provincia di Siena e dalla Provincia di Firenze per chiedere l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’Autopalio. Sabato 12 febbraio Simone Bezzini e Andrea Barducci, presidenti delle due Province, percorreranno insieme a bordo di un camper tutto il tratto della Siena – Firenze. Il “Siena Firenze Day” inizierà ore  9.45 all’ingresso Siena Nord a Fontebecci, dove sarà allestito un presidio con i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche e delle associazioni sindacali e di categoria. Andrea Barducci e Simone Bezzini saliranno poi sul camper che arriverà a Firenze Certosa intorno alle 12.30. Durante il tragitto il camper farà tappa alle uscite di Monteriggioni (ore 10); Colle Valdelsa Sud (10.35); a Poggibonsi (alle ore 11);  all’uscita di San Donato (ore 11.30); Tavarnelle Val di Pesa (ore 12.10).

L’AUTOPALIO. Il raccordo autostradale, lungo circa 65 chilometri, è un’infrastruttura di rilevanza strategica non solo per Siena e Firenze, ma anche per la grande viabilità di tutta la Toscana meridionale. Alle condizioni attuali, l’arteria non raggiunge gli standard europei di sicurezza e percorribilità e risulta inadeguata rispetto ai flussi di traffico che l’attraversano ogni giorno. I limiti più evidenti dell’Autopalio riguardano il fondo stradale che si presenta dissestato; la larghezza della carreggiata oggi pari a 15 metri; l’assenza di aree di sosta lungo il tracciato.

PEDAGGIO. Il 31 maggio 2010, con il decreto 78, il consiglio dei ministri ha dato il via libera all’inserimento del pedaggio sul raccordo autostradale Siena – Firenze, a partire dal 1° luglio 2010. Contro gli aumenti sul raccordo autostradale si erano mobilitati, fin da subito, i cittadini, gli enti locali e la Regione Toscana, anche attraverso azioni legali. Il 1° settembre, il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione degli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica e già bloccati dal Tar del Lazio il 29 luglio precedente. Nel mese di ottobre la Camera ha dato il via libera al decreto sui Trasporti che prevede l’introduzione dei pedaggi, a partire dal 1° maggio 2011, su gran parte della rete Anas, compresa la Siena – Firenze.

E SPUNTA ANCHE UN MULO. “L’introduzione del pedaggio sulla Firenze-Siena è la prova provata di cosa è il governo Berlusconi: il governo del fare cassa, a discapito dei cittadini”. Con queste parole il segretario metropolitano del Pd fiorentino, Patrizio Mecacci, annuncia l’adesione del partito al “Siena-Firenze day” di sabato 12 febbraio, l’iniziativa organizzata dalle due Province per protestare contro la volontà dell’esecutivo e di Anas di far pagare il transito sull’Autopalio. Mecacci , dalle 11, aspetterà il camper degli amministratori, che viaggeranno da Siena a Firenze, in sella ad un mulo alla rotonda di Firenze Certosa. “Che la superstrada sia una mulattiera – dice il segretario metropolitano del Pd – è sotto gli occhi di tutti. L’unico a non vederlo, o a non volerlo vedere, è il governo Berlusconi che si appresta ad introdurre un pedaggio e tenersi i soldi: infatti non si parla neanche di investimenti per mettere in sicurezza l’Autopalio”. Su questo Mecacci lancia un invito al Pdl e alla Lega Nord: “Se i dirigenti locali del Pdl e della Lega concordano sul fatto che il pedaggio senza investimenti è uno doppio schiaffo ai cittadini, si uniscano alla protesta. Questa non è una questione ideologica, ma una questione concreta che riguarda la vita quotidiana di tanti cittadini. Con chi sta il centrodestra fiorentino? Con i cittadini, compresi quelli che lo hanno votato, o con il governo più centralista della storia della Repubblica?”.

donnepiazzaSE NON ORA QUANDO. L’altra grande mobilitazione è attesa per domanica 13 febbraio, quando anche Firenze si prepara a scendere in piazza  nell’ambito di ”Se non ora, quando?”, la giornata di mobilitazione in difesa della dignità delle donne. In città la manifestazione di Firenze partirà alle 14 da piazza dei Giudici e raggiungerà piazza della Repubblica: il corteo si snoderà per le vie del centro storico fiorentino, attraversando piazza della Signoria e piazza Duomo.

VADEMECUM. Questo il “vademecum della mobilitazione”, pubblicato sul blog dell’iniziativa:

– La manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive. I cartelli o striscioni ne terranno conto.
– La manifestazione è fatta per esprimere la nostra forza e la nostra determinazione.
– Siamo donne fiere e orgogliose. Chiediamo dignità e rispetto per noi e per tutte. Siamo gelose della nostra autonomia e non ci lasceremo “usare”. Per questo non ci devono essere simboli politici o sindacali nei nostri cortei: vogliamo che sia anche rispettata la nostra “trasversalità”.
– La manifestazione è promossa dalle donne, ma – come diciamo nel nostro appello – la partecipazione di uomini amici è richiesta e benvenuta.
– Cercheremo di parlare prima di tutto alle giovani e ai giovani, di coinvolgerli e di portarli in piazza.
– Non è previsto alcun segno di riconoscimento (oggetti, fiocchi, sciarpe, colori..), solo il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito disponibile on line.
– Il logo può essere usato per fare magliette, spillette, bandiere, manifesti e tutto quel che di creativo vi viene in mente.

PARTITO DEMOCRATICO. E anche il Pd metropolitano ha aderito alla mobilitazione del 13 febbraio. “Il 13 febbraio, in piazza, non ci saranno soltanto le donne. E’ giusto esserci tutti”. Così il segretario metropolitano del Pd di Firenze, Patrizio Mecacci, annuncia la sua adesione personale e quella del partito a “Se non ora, quando?”, la giornata di mobilitazione in difesa della dignità delle donne. “Il mondo femminile subiva già alcune ingiustizie inaccettabili, come stipendi più bassi a parità di ruolo con gli uomini e difficoltà nell’avanzamento di carriera. Ma per il presidente del consiglio e alcuni suoi amici dell’ “utilizzo finale” – dice Mecacci – evidentemente non bastava ancora: così stanno dando vita a uno spettacolino da tardo impero in cui, nel migliore dei casi, la donna figura come ornamento. E l’ora di dire basta e il 13 febbraio il Pd lo griderà insieme alle donne fiorentine”.

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