giovedì, 3 Dicembre 2020
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“Dirigenti da rottamare senza incentivi”. Renzi spara sul Pd

Il Nuovo Ulivo? Fa sbadigliare. A dichiararlo è Matteo Renzi, in un'intervista al quotidiano Repubblica. Senza appelli per la dirigenza del Pd. “Da rottamare senza incentivi” e senza distinzioni tra D'Alema, Veltroni, Bersani e compagnia bella.

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“Uno sbadiglio ci seppellirà”. E’ una sentenza senza appello quella emessa dal sindaco fiorentino Matteo Renzi, attraverso le colonne di Repubblica, nei confronti del Nuovo Ulivo proposto dal segretario nazionale Pierluigi Bersani.

DIRIGENTI DA ROTTAMARE. Per liberarsi di “nonno Silvio”, secondo il primo cittadino,  la ricetta è una sola: liberarsi innanzitutto dei vecchi dirigenti Pd. “Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani… Basta. E’ il momento della rottamazione. Senza incentivi”.

TRUMAN SHOW. “Ma li vedete? – continua Renzi – Berlusconi ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo… I nostri iscritti, i simpatizzanti, i tanti delusi che aspetterebbero solo una parola chiara per tornare a impegnarsi, assistono sgomenti ad un imbarazzante Truman show. Pensando: ma quando si sveglieranno dall’anestesia?”.

LEADERSHIP? NO, GRAZIE. Nessuna autocandidatura alla leadership del Pd, però, assicura Renzi. “Fare il sindaco di Firenze mi diverte moltissimo, e qui voglio stare. Fossi stato a sentire D’Alema, Veltroni e Bersani mai sarei entrato a Palazzo Vecchio, macinato dalle primarie”. E chiama in causa altri “giovani” del partito, da Chiamparino, a Zingaretti, a Vendola.

LE REAZIONI. Manco a dirlo le dichiarazioni di Renzi non sono state accolte a braccia aperte nel Pd. “Non c’è dubbio che in Italia e nel Pd ci sia bisogno anche di un rinnovamento della classe dirigente – ribatte il coordinatore regionale toscano Luca Sani – ma non si può dire mandiamoli a casa perchè hanno fatto 3 mandati parlamentari e poi sostenere Vendola, che di mandati ne ha fatti quattro”. “Non è questo il momento di escludere qualcuno – sottolinea Rosy Bindi – ma dobbiamo fare ricorso a tutte le risorse disponibili”. E infine, neanche la “giovane” Debora Serracchiani approva in pieno, sostenendo la necessità di dare una chance al Nuovo Ulivo.

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