lunedì, 25 Gennaio 2021
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Discoteche: chiuse le piste da ballo, il Tar boccia il ricorso

Nuova stretta del governo per i locali della movida: divieto di ballo, ma ok a drink e cene. Inoltre arriva l'obbligo di mascherina all'aperto. Cosa dice l'ordinanza del Ministero della Salute

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Dal 17 agosto in Italia tutte le discoteche sono “chiuse ai balli” per l’emergenza Covid e nessuna riapertura può essere prevista anche secondo il Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso dei gestori: è concessa solo l’attività di bar e ristoranti all’interno dei locali notturni, stop invece alle danze sulle piste all’aperto e al chiuso, nelle sale da ballo e anche nei locali assimilati, secondo quanto previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute firmata il 16 agosto. Non è più prevista la possibilità di deroghe regionali al decreto del presidente del Consiglio Conte (come successo finora ad esempio in molte zone come in Toscana, Puglia e Sardegna).

Sebbene il dpcm di agosto avesse infatti già prorogato il blocco dei balli, molte Regioni avevano emanato ordinanze più permissive, dando il via libera ai dancefloor: dopo il nuovo provvedimento del Ministro Speranza, deciso a seguito di una riunione tra governo e Regioni, gli enti locali non possono decidere in autonomia eccezioni per le discoteche, se non stabilendo regole più restrittive di quelle nazionali.

In più viene introdotto l’obbligo di indossare la mascherina dalle 18.00 alle 6.00 all’aperto se ci si trova nei locali accessibili al pubblico o nelle vicinanze, anche in vie, piazze, lungomari dove si possono formare assembramenti. Di fatto nei luoghi della movida.

Tutte le discoteche verso la chiusura? Cosa dice l’ordinanza anti-Covid

Il giro di vite era atteso da giorni, dopo che le discoteche e i luoghi dell’intrattenimento notturno erano finiti al centro delle cronache per assembramenti, comportamenti fuori dalle regole e focolai di coronavirus: c’è chi temeva una chiusura totale delle discoteche, così non è stato, ma le regole sono stringenti. C’è infatti il divieto di far ballare le persone, all’aperto e al chiuso: l’ordinanza sospende “le attività di ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento”, si legge nel documento.

Resta concessa invece l’attività all’interno delle discoteche di bar e ristoranti, ma sempre rispettando le regole sulle distanze di sicurezza di almeno un metro e l’obbligo di indossare la mascherina, che adesso è esteso anche ai locali all’aperto dalle 18.00 alle 6.00.

Stop anche nei locali assimilati: il significato

Piste da ballo vuote non solo nelle discoteche quindi, ma anche nei “locali assimilati”, tutte quelle attività in cui è possibile far festa e danzare, come ad esempio anche gli stabilimenti balneari o lidi che organizzano party, e ancora spiagge attrezzate, spiagge libere in cui si svolgono ritrovi spontanei, balli in campeggi, hotel, strutture vacanze. L’ordinanza estende questo divieto anche agli altri luoghi aperti al pubblico e quindi lo stop ai balli riguarda anche ristoranti, pub e via dicendo.

Discoteche chiuse: la sentenza del Tar del Lazio, no al ricorso

Il presidente della terza sezione quater del Tar del Lazio con un decreto monocratico ha respinto il ricorso presentato dell’associazione dei gestori delle discoteche Silb-Fipe (associazione italiana imprese di intrattenimento da Ballo e di Spettacolo): le piste da ballo restano quindi chiuse. Il prossimo passo della giustizia amministrativa è l’udienza in camera di consiglio, prevista il 9 settembre, per valutare in modo collegiale il ricorso.

Discoteche “chiuse ai balli”, fino a quando? La questione nel nuovo decreto

Il divieto di ballo nelle discoteche resterà in vigore almeno fino al 7 settembre, data in cui scadono le misure anti-coronavirus decise dall’ultimo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (dpcm): entro questa data il governo, sentite le Regioni, deciderà se tenere chiuse del tutto le discoteche, proseguire con le regole già in vigore o decidere un allentamento delle restrizioni. Qui l’ordinanza in pdf del Ministero della Salute firmata il 16 agosto e in vigore dal 17 agosto.

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