mercoledì, 14 Aprile 2021
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Due agenti si incatenano davanti al carcere

E' sfociata nell'incatenamento davanti all'ingresso del carcere, la protesta messa in atto già da questa mattina dagli agenti di polizia penitenziaria dell'istituto di Ranza, San Gimignano. Due agenti si sono incatenati al cancello, mentre gli altri 50 proseguono il sit in contro la drastica riduzione del personale, “con conseguenti rischi per l'incolumità”.

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Negli ultimi mesi diversi sono stati gli episodi di aggressione ad agenti. ”Invece dei 233 agenti previsti – dicono – siamo 130 per circa 360 detenuti”.

“Sciopero” della mensa e autoconsegna in caserma, queste alcune delle iniziative messe in campo dagli agenti fin dalla mattinata. Ma non si tratta della prima manifestazione: le stesse problematiche erano già state denunciate lo scorso 26 giugno. “L’ indifferenza dimostrata dall’amministrazione penitenziaria e dalla classe politica”, si legge in una nota dei sindacati (firmata da Sappe, Osapp, Cgil-Fp, Sinappe, Cisl-Fns, Uil), ha spinto gli agenti nuovamente sulle barricate

Gia’ in passato, ricordano i sindacati, sono giunte ”continue denunce di atti vili e illeciti, di aggressioni e minacce di morte posti in atto dai reclusi nei confronti dei poliziotti penitenziari” mentre ”l’avvicendamento continuo di dirigenti” ha ”condotto il penitenziario al totale collasso gestionale”.

Lo scorso 4 settembre, denunciarono i sindacati, un agente fu aggredito da un ergastolano riportando contusioni guaribili in dieci giorni.

I sindacati chiedono un ‘‘incontro urgente con il dirigente generale del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria” da cui avere ”garanzie’‘ che sono ”presupposto utile ad annunciare la sospensione delle proteste e a scongiurarne la prosecuzione a oltranza”.

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