Ieri mattina è arrivato l’annuncio: la Eaton di Massa, multinazionale americana specializzata nellla costruzione di componenti per l’industria automobilistica chiude l’attività. La decisione è stata presa dopo che la Fiat, uno dei maggiori committenti dell’azienda toscana aveva deciso di delocalizzare parte della produzione in Cina.

Subito dopo l’annuncio si è svolta l’assemblea dei 345 operai della Eaton, che già da 75 giorni sono in mobilità, che ora chiedono la cassa integrazione.

”E’ una decisione inaccettabile. La Toscana non puo’ essere considerata come una sorta di territorio di conquista che si abbandona alla prima difficolta’, in una logica di delocalizzazione selvaggia che non tiene conto del territorio in cui si opera ma solo dei profitti e che dimentica del tutto il valore sociale che un’impresa deve necessariamente avere”. Cosi’ il presidente della regione Claudio Martini ha commentato la chiusura della Eaton.

“La Fiom considera inaccettabile la scelta della Eaton, multinazionale americana della componentistica auto, di chiudere le attività nello stabilimento di Massa, licenziare i suoi 345 addetti, mettere in discussione un centinaio di posti di lavoro nell’indotto e trasferire le produzioni all’estero” ha dichiarato Fausto Durante, segretario nazionale della Fiom-Cgil.

“Si tratta di una scelta sbagliata nel merito e nel metodo – ha spiegato Durante – che penalizza fortemente un territorio già segnato da una pesante crisi industriale e getta un’ombra sul futuro delle attività di Eaton in Italia.”

“La Fiom ha già chiesto a Fim e Uilm nazionali di avviare una immediata iniziativa unitaria per contrastare le decisioni unilaterali annunciate dalla Eaton e per investire della questione tutti i livelli istituzionali compreso il Governo, che non può assistere passivamente all’ennesima scelta di una multinazionale di impoverire ulteriormente il nostro apparato industriale. Per queste ragioni – ha concluso Durante – sosteniamo le iniziative di lotta intraprese dai sindacati metalmeccanici di Massa, che dovranno avere un adeguato supporto anche dagli altri stabilimenti italiani della Eaton.”

Previsto un nuovo incontro richiesto dai sindacati (Fim, Fiom e Uilm) per il 17 ottobre, con la speranza di ottenere la cassa integrazione