Il 26 per cento di loro, invece, dice di sentirsi spesso scoraggiato e triste. E’ quanto emerge dall’indagine conoscitiva sugli stili di vita degli anziani a Firenze promossa dalla Uisp, Auser e Ancescao insieme alla Società della Salute e all’assessorato ai rapporti coi quartieri del Comune in collaborazione con la Facoltà di Psicologia di Firenze e i cinque Quartieri della città. L’indagine fa parte del progetto “La Forza dell’Anziano” che prevede anche incontri e conferenze nei maggiori luoghi di aggregazione e attività sperimentali con lavoro di gruppo sui temi dell’alimentazione, del movimento e della relazione e socializzazione.

In tutto sono stati raccolti 1009 questionari (383 uomini e 626 donne). Il 27 per cento degli anziani intervistati ha più di 65 anni e un’età media di circa 73. Il 40 per cento è in sovrappeso, il 10 per cento è obeso. I dati sono stati anticipati dagli assessori ai rapporti con i quartieri Cristina Bevilacqua, Graziano Cioni insieme a Patrizia Meringolo della facoltà di psicologia, al presidente dell’Auser territoriale Antonio Modi, Pierluigi Sbolci e Orlando Materassi della Uisp di Firenze. “Capire gli stili di vita degli anziani – hanno spiegato l’assessore Cristina Bevilacqua e il presidente della Società della salute Graziano Cioni -, rendersi conto della percezione che hanno di se stessi è importante perché ci permette di mettere in campo azioni adeguate per migliorare il loro stato di salute. All’indagine seguiranno incontri informativi sull’alimentazione e sull’attività motoria per indurre gli anziani ad adottare stili di vita più salutari”. Intanto in base alla ricerca, come ha anche sottolineato la professoressa Meringolo, emerge l’interesse dell’anziano a frequentare i luoghi di aggregazione nei quartieri e a partecipare ad attività ricreative. Circa il 30 per cento dice di essere interessato ai pranzi sociali, più del 33 per cento sceglie il cinema e il teatro, le gite, mentre quasi il 25 per cento preferisce la tombola e le carte. Per quanto riguarda l’attività motoria, a fianco ad un 75 per cento del campione che ha dichiarato che nella propria vita passata è stato molto o moderatamente attivo fisicamente, si registra quasi un 25 per cento che riferisce di avere avuto uno stile di vita sedentario . Ai partecipanti è stata poi chiesta la frequenza con la quale sono soliti utilizzare una serie di mezzi di trasporto pubblici e privati. E la maggioranza tende a camminare spesso o sempre (più del 60 per cento), usano la bicicletta spesso o sempre il 16.6% degli intervistati, sebbene una percentuale non trascurabile utilizzi con frequenza gli autobus urbani (23 per cento) e la propria automobile (20 per cento). Il 60% del campione considera la propria alimentazione adeguata mentre il 10% non la considera sufficientemente equilibrata. insieme al presidente della Società della Salute e assessore alla politiche socio-sanitarie

In base alle indicazioni dei Quartieri, sono stati coinvolti luoghi di aggregazione differenziati (circoli ricreativi, palestre, centri anziani, circoli ricreativi e culturali, parrocchie, mercati, laboratori sociali e culturali, misericordie). I Quartieri della città hanno partecipato all’individuazione dei luoghi di aggregazione dove distribuire il questionario. Sono stati assunti criteri di rispetto della proporzionalità di genere e di numerosità degli abitanti di ciascun quartiere in età anziana. Il maggior numero di partecipanti, data la numerosità della popolazione residente, appartiene ai quartieri 5 e 2, che complessivamente hanno rappresentato quasi la metà del campione complessivo. Il numero di persone che ha dichiarato di non essere coniugato o di aver avuto in passato una separazione/divorzio è esiguo, il campione si suddivide infatti quasi interamente in coniugati (che rappresentano più della metà dei partecipanti) e vedovi.
Per quanto concerne il titolo di studio, la licenza elementare risulta essere il titolo più rappresentato. La percentuale di persone che vive in un’abitazione di proprietà è elevata, così come è elevato il livello di soddisfazione per la propria vita affettiva. Poco meno della metà del campione invece riferisce di considerare la propria condizione economica sotto la media.

La professoressa Meringolo ha fatto presente che, sebbene i partecipanti riferiscano di camminare con una frequenza maggiore rispetto a quella con la quale sono soliti utilizzare mezzi di trasporto pubblici e privati, i dati relativi al peso corporeo sono preoccupanti: sovrappeso e obesità interessano infatti la metà del campione complessivo, e in alcuni quartieri sembrano coinvolgere un numero di partecipanti particolarmente alto. Tale dato non sembra giustificabile neanche attraverso lo stile alimentare seguito, che appare equilibrato sia come quantità di pasti quotidiani sia per tipo di alimenti consumati. È stato infine sottolineato come l’apparente contraddizione nei risultati non permetta di escludere che gli anziani tendano a sovrastimare l’adeguatezza della propria alimentazione e/o la quantità di attività fisica effettivamente svolta.