sabato, 25 Settembre 2021
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Educatori scolastici in piazza, “Stipendio da fame”

Educatori scolastici e accompagnatori sugli scuolabus sul piede di guerra. Mercoledì prossimo, 27 gennaio, oltre 400 bambini rimarranno a piedi o senza sostegno scolastico e pre/post scuola, a causa dello sciopero che riunisce i dipendenti delle due maggiori cooperative del settore, la Agorà e la Di Vittorio.

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Sono oltre 300 gli educatori scolastici che operano su Firenze tra assistenza scolastica, domiciliare, pre e post scolastica, compreso il servizio di accompagnamento a scuola con il pulmino. Servizi che il Comune appalta annualmente alle cooperative sociali (le solite due ormai da diversi anni) e che sono regolati da un contratto nazionale di riferimento.

Un contratto ridicolo – affermano gli educatori delle Rappresentanze Sindacali di Base – RdB – CUB – che prevede la sospensione dello stipendio per il periodo di chiusura delle scuole”.

Piccolo dettaglio che molti non sanno, infatti, è che gli educatori scolastici, da giugno a settembre, sono di fatto disoccupati, ma non di diritto. Il che significa che non percepiscono stipendio, ma non hanno diritto a nessun ammortizzatore sociale. Stessa cosa vale per i giorni in cui i bambini a cui fanno assistenza sono assenti. Questo perché il Comune sborsa esattamente per le ore di lavoro effettuato, anche se poi i dipendenti delle cooperative sociali sono assunti da queste con un contratto a tempo indeterminato, almeno nella maggior parte dei casi. Il che significa che dovrebbero essere le stesse cooperative a garantire ai lavoratori il pagamento anche per i giorni di assenza dei bambini. Ma così non è. “E il nostro stipendio, già da fame, si assottiglia ancor di più”. 

Si creano così delle situazioni al limite del paradossale. “Siamo a gennaio e non ho ancora un orario definito – racconta Paolo Vecchi, educatore nelle scuole superiori – non è possibile alzarsi la mattina e non sapere se prenderai uno stipendio, se e dove andrai a lavorare. Com’è possibile concentrarsi sul lavoro in queste condizioni?”

“Altro paradosso è che gli educatori rimangano senza stipendio nel periodo estivo, durante il quale in realtà il Comune appalta un altro tipo di servizio – continua un altro educatore, Vladimiro Orlandi – quello dei centri estivi”. In questo caso però il servizio viene appaltato ad altri tipi di associazioni e retribuito tramite rimborsi spese, il che dovrebbe consentire un certo risparmio alle casse comunali.

“I contratti nazionali sono rispettati – replica l’assessore comunale all’istruzione Rosa Maria Di Giorgi – e il Comune vigila sul rispetto dei diritti dei lavoratori”.

Ma i sindacati non ci stanno. E mercoledì gli educatori incroceranno le braccia.

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