Dagli articoli della nostra Costituzione, alla conoscenza delle istituzioni italiane e quelle dell’Unione Europea, fino all’educazione alla legalità, per formare dei cittadini consapevoli. Materie che dovrebbero essere studiate sui banchi di scuola: per questo da Firenze è iniziato il cammino di una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre nei piani di studio, nelle scuole di ogni ordine e grado, un’ora a settimana di educazione alla cittadinanza, con tanto di voto in pagella.

La raccolta di firme è già partita, ne servono 50mila, e sta riscuotendo un buon successo. Da più parti sono arrivate adesioni all’iniziativa lanciata dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dalla vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi, tra queste anche quella dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, che sostiene la campagna. Anche il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione, presentata da Elisabetta Meucci (Pd), chiedendo alla giunta regionale di promuovere la raccolta di firme tra i cittadini e le amministrazioni comunali.

La proposta di legge sull'educazione alla cittadinanza

“La nostra proposta di legge di iniziativa popolare – dice la vicesindaca  di Firenze – non è una critica allo stato dell’arte di questo insegnamento nelle scuole che avviene ora in modo trasversale, ma vuole aggiungere un elemento che è quello percepito dagli amministratori locali che quotidianamente si confrontano con cittadini che ignorano quanto sia necessaria la loro consapevolezza per gestire meglio le comunità civiche, per rispettarci di più, per poter esprimere meglio la nostra libertà”.

La bozza della legge è un testo aperto all’apporto del mondo della scuola e delle famiglie, spiegano i promotori, che lo hanno sottoposto a personalità come il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, il direttore della Normale di Pisa Vincenzo Barone, il rettore dell'ateneo fiorentino Luigi Dei, Riccardo Muti e Massimo Recalcati.

“Vogliamo far capire alle famiglie che questa competenza è fondamentale non solo per diventare buoni cittadini ma anche per realizzare pienamente se stessi –aggiunge Cristina Giachi – e lo vogliamo fare uscendo un po' da quella ipocrisia che in questi anni ha consegnato l'educazione civica ad un ruolo ancillare tale da non essere più avvertita, dalle famiglie, come una componente fondamentale nell'educazione”.

Qui sotto la mappa di tutti i Comuni dov'è possibile firmare, mentre sul sito a scuola di eroi si trovano tutte le informazioni sulla proposta di legge per introdurre l'educazione alla cittadinanza nelle scuole.