Merceria G4 Sorgane

La merceria G4 di Sorgane compie 40 anni, un’attività storica nel cuore del quartiere a sud di Firenze nata grazie all’impegno e all’amore di due sorelle, Monica e Susanna Castrati. “È un bel pezzo di storia”, racconta Monica. “E lo abbiamo aperto noi, non abbiamo rilevato l’attività da qualcuno, quindi è proprio come se fosse un figlio”. Le candeline si sono spente ufficialmente il 7 novembre.

L’ingrediente segreto della merceria G4 di Sorgane

“L’idea di aprire una merceria è arrivata ascoltando le richieste – continua Monica – mia zia era sarta, a Sorgane ce n’erano tante di sarte: serviva il filo e col tempo abbiamo modellato l’offerta sulle richieste dei clienti”. Ed è proprio questo l’ingrediente segreto del successo della merceria delle sorelle Castrati: ascoltare il cliente e offrire l’introvabile. L’introvabile è l’oggetto adatto al cliente”.

Coi grandi magazzini le cose semplici, se non vanno, si buttano. Noi siamo attenti alla composizione della lana o del cotone. Sono questi gli introvabili: abbiamo clienti allergici, ad esempio, o chi ha problemi dermatologici a causa dei tessuti misti. Noi ci mettiamo la faccia e cerchiamo sempre la qualità perché i clienti tornano e contestano non sono soddisfatti”.

merceria g4 Sorgane Firenze

Una merceria che cambia insieme al quartiere

Negli anni, il negozio ha saputo adattarsi alle nuove esigenze del quartiere: “Quando abbiamo aperto avevamo tanta roba da bambino. Da almeno dieci anni a questa parte il quartiere è cambiato e oggi riceviamo molte richieste dalle case di riposo. Bisogna adeguarsi alla richiesta”. “Nel quartiere c’erano molte più persone e molto rapporto umano. All’apertura abbiamo avuto subito successo e negli anni anche grandi soddisfazioni. Adesso ci sono le badanti che vengono a comprare, ma siamo diventati anche un punto di riferimento fuori da Sorgane. Sopravvivere però non è semplice e le nostre figlie non vogliono continuare l’attività”.

In una società che cambia in fretta, quarant’anni sono una vita: “Quaranta anni fa – dice Monica – l’introvabile erano gli scampoli. Ricordo che comprammo una pressa di scampolo a Prato e fu un’esplosione di scampoli! Chi faceva la borsa, chi la camicetta… ricordo l’entusiasmo e la creatività che quella pressa suscitò. A quel tempo la gente si accontentava di più. Il rapporto umano è fondamentale: spesso chi viene a comprare una tenda o un copridivano poi torna e se ha problemi siamo sempre disponibili ad accogliere le richieste”.

Di certo è tutto fuorché introvabile la passione di queste due sorelle che da quarant’anni hanno messo al centro della loro attività l’ascolto, la disponibilità e la passione. Una ricerca minuziosa e quotidiana della formula giusta: un sorriso dietro il bancone e tanta qualità che, alla fine, non sono mai passati di moda.