lunedì, 27 Settembre 2021
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Giovani lettori meno razzisti e più democratici

Trovata la cura al germe del razzismo: basterebbe leggere di più. A dirlo è una ricerca presentata oggi dall'istituto Gfk Eurisko al convegno "Giovani lettori, nuovi cittadini". L'abituale lettura dei giornali aumenterebbe la propensione dei ragazzi alla tolleranza. E anche a pagare le tasse.

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Lo studio, promosso dall’Osservatorio permanente giovani editori e dall’Acri, è stato illustrato oggi a Firenze.

“I giovani italiani coinvolti dall’iniziativa ‘Quotidiano in classe’ promossa da Andrea Ceccherini – ha detto Remo Lucchi, amministratore delegato di Gfk Eurisko – pur restando molto critici nei confronti dell’immigrazione, sviluppano un percorso di accettazione molto più rapido dei loro coetanei che non partecipano al progetto”.

Emerge così che, rispetto alla percezione circa la presenza degli immigrati nel Paese, il 79% dei giovani italiani che lo considera un fatto negativo scende al 73% tra i ragazzi del progetto ‘Il Quotidiano in classe’.

“Queste percentuali molto alte – ha spiegato Lucchi – derivano dal fatto che gli adolescenti vivono una fase della propria vita in cui sono completamente concentrati sulla costruzione di loro stessi e della loro identità, dunque sono molto critici verso l’immigrazione, perché vi vedono una minaccia concreta ai loro diritti di cittadinanza e di sicurezza”.

Dalla ricerca emerge inoltre la propensione dei giovani che leggono i giornali a migliorare la loro qualità della partecipazione civile e sociale, incrementare la coscienza sull’importanza di pagare le tasse ed un approccio migliore nei confronti della partecipazione al voto (dal 44% al 63%). Cresce anche l’interesse per la politica (dal 37% al 46%).

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