martedì, 27 Ottobre 2020
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Giro di fatture false per 50 milioni scoperto dalla guardia di finanza

Sequestrato beni immobili per un milione di euro a un imprenditore di 58 anni, indagato nell’ambito di una frode fiscale realizzata nel settore delle sponsorizzazioni sportive.

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Evasione fiscale, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Arezzo hanno sequestrato beni immobili per un milione di euro a un imprenditore aretino di 58 anni, originario di Foiano della Chiana, indagato nell’ambito di una frode fiscale realizzata nel settore delle sponsorizzazioni sportive, grazie alla quale – spiegano le fiamme gialle – l’imprenditore ha potuto finanziare illecitamente una nota scuderia automobilistica, iscritta al campionato mondiale di granturismo.

CINQUE APPARTAMENTI. Il provvedimento, primo del genere adottato dall’Autorità Giudiziaria di Arezzo in relazione a reati fiscali, è stato effettuato a (parziale) garanzia del recupero delle somme illecitamente sottratte all’Erario e ha riguardato cinque appartamenti, situati nel capoluogo e nella Val di Chiana, che le indagini hanno accertato essere comunque nella disponibilità dell’indagato nonostante i tentativi di dissimularne la proprietà. A svelare il complesso e sofisticato sistema fraudolento escogitato dal 58enne sono stati i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Arezzo, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, al termine di indagini  protrattesi per più di un anno.

IMPRESE “FANTASMA”. L’imprenditore aretino, deferito alla locale Procura della Repubblica per plurime ipotesi di reato previste dalla normativa penale-tributaria, aveva creato – racconta la guardia di finanza – un fitto reticolo di  imprese “cartiere”, dislocate nel Lazio, in Umbria e nelle Marche, intestate a prestanomi e prive di struttura imprenditoriale, costituite ad hoc “al solo fine di emettere fatture per operazioni inesistenti, le quali, dopo un breve periodo, sparivano senza assolvere agli obblighi fiscali lasciando ingenti debiti tributari”. Per rendere più difficoltosa la ricostruzione del vorticoso giro di fatture false – continuano le fiamme gialle – nel sistema di frode venivano inserite anche delle imprese “filtro”, sempre riferibili all’imprenditore aretino, che annotavano in contabilità le fatture fittizie delle imprese “fantasma” ed emettevano, a loro volta, fatture false per le imprese utilizzatrici finali, vere beneficiarie della frode fiscale, tra cui figura principalmente la scuderia automobilistica aretina, recentemente posta in liquidazione.

FATTURE FALSE. uesto sistema, che andava avanti dal 2002, realizzato attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture fasulle per oltre 50 milioni di euro, ha consentito all’imprenditore aretino ingenti risparmi d’imposta, quantificati in alcuni milioni di euro “indebitamente sottratti al Fisco, garantendogli la possibilità di  finanziare l’attività della propria scuderia automobilistica e di effettuare gli investimenti immobiliari finiti sotto il mirino della Procura della Repubblica”, conlude la guardia di finanza. Insieme al 58enne sono stati denunciati all’ Autorità Giudiziaria anche un commercialista romano di 55 anni, per concorso nel reato, e altre nove persone, per emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento e distruzione di scritture contabili.

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