Il cardinale Stanislao Dzwisz, arcivescovo di Cracovia, e segretario di Papa Wojtyla, ha incontrato stamani una nutrita delegazione dei cento studenti fiorentini che, con la Provincia di Firenze, hanno compiuto un pellegrinaggio ad Auschwitz. Davanti a loro ha abbracciato Nedo Fiano, accompagnatore degli studenti e prezioso testimone della Shoah.

 

A Fiano, il cardinale ha ricordato l’amicizia del suo predecessore, Karol Wojtyla, con gli ebrei di Wadowice, ai quali era legato fin dall’adolescenza. Nedo Fiano, sopravvissuto ascolta Dswisz e si commuove profondamente. Quelle parole, oltre a rimarcare il legame irrinunciabile tra cristiani ed ebrei, sono pronunciate in un luogo importante, la cappellina dove si ritirava a pregare e celebrava la liturgia l’allora cardinale ed arcivescovo Karol Wojtyla, che tanto ha lavorato per concretizzare il dialogo e che, durante l’occupazione nazista, si fece difensore di molti ebrei per salvarli dalla deportazione.

Dopo aver ricordato che ebrei e cristiani sono figli dello stesso Dio di Abramo, Dzwisz ha spiegato il senso del grande amore di Papa Giovanni Paolo II per i giovani, il valore delle Gmg, innervato sulla consapevolezza che i giovani sono il futuro del mondo. Gli studenti e il presidente della Provincia Matteo Renzi hanno “chiamato” a Firenze il cardinale Dzwisz che ha accolto volentieri l’invito. Al cardinale è stata peraltro donata una ceramica di Montelupo Fiorentino raffigurante la Madonna con il bambino.