lunedì, 28 Settembre 2020
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Il ”circolo culturale”? All’interno nascondeva un night club

A scoprirlo sono stati i carabinieri: le indagini erano partite in seguito a numerosi esposti anonimi, scritti probabilmente dalle mogli dei clienti. Questi ultimi potevano anche appartarsi nei privé, mentre i rapporti sessuali venivano consumati in hotel.

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In teoria doveva essere un “circolo culturale”, nella realtà – raccontano i carabinieri – era un vero e proprio night club. E’ quanto scoperto a Gambassi Terme, alle porte di Empoli.

IL CIRCOLO “NIGHT”. Le indagini, che hanno portato all’arresto di cinque persone – mentre una sesta è irreperibile – coinvolte a vario titolo, spiegano i carabinieri, in un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento di giovani prostitute provenienti dall’est europeo e dal Centro e Sud America, sono partite lo scorso aprile, a seguito di numerosi esposti anonimi scritti molto probabilmente dalle mogli dei clienti del “circolo culturale”. Cinque, come detto, gli arresti, con una sesta persona irreperibile all’estero: si tratta del gestore del locale, un 43enne di origine lucana, che gestiva il night e regolarizzava le ragazze presenti al suo interno come “cameriere”, ma pretendendo una percentuale sui guadagni derivanti dai rapporti sessuali con gli avventori del locale; una rumena 23enne, irreperibile, cassiera del locale che aggiornava la “contabilità” relativa alle ragazze, riscuotendo il prezzo delle prestazioni e dividendo i compensi tra i vari “associati” dell’organizzazione; un 56enne e un 44enne, quest’ultimo anche con mansioni di buttafuori del locale, che fornivano supporto logistico, anche accompagnando le ragazze dalle rispettive abitazioni al night e infine due polacche di 39 e 33 anni che avevano il compito di procacciare giovani polacche da far prostituire, come quando a maggio di quest’anno avvertivano che “stanno per chiudere le scuole in Polonia e stanno per arrivare molte ragazze”. Ma solo maggiorenni.

PRIVE’. Secondo quanto scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Empoli, nel night c’era la possibilità, per i clienti, di appartarsi con le ragazze nei “privé”, ma senza consumare rapporti sessuali completi: questa – viene spiegato – doveva essere l’occasione per un appuntamento fuori dal locale, ma la prestazione doveva essere pagata alla cassa.

I CLIENTI. Numerosi i clienti identificati: si tratta di piccoli imprenditori locali, liberi professionisti e artigiani, che hanno raccontato come ottenere questi incontri in alberghi o appartamenti della zona. All’interno del night i clienti invitavano a “cena” le ragazze e questo era il preludio a prestazioni sessuali, che pagavano ai titolari sotto forma di indennità per la mancata presenza della ragazza nel locale e quindi mancati introiti in consumazioni.

LE RAGAZZE. Le ragazze – viene spiegato ancora – venivano reclutate per lavorare nei night club come “ballerine”, “intrattenitrici”, “artiste dello spettacolo” e come tali ricevevano il visto d’ingresso nel nostro Paese. Una volta arrivate nei locali dovevano intrattenere i clienti e indurli ad effettuare svariate consumazioni. Potevano appartarsi nei “privè”, ma il rapporto sessuale doveva avvenire in albergo, dopo aver concordato l’appuntamento. Il tutto per far figurare che i titolari dei locali non partecipano, favoriscono o sfruttano la prostituzione. Per un appuntamento sono stati spesi persino 2.000 euro. Le ragazze coinvolte – spiegano ancora i carabinieri – sono alcune decine, per la maggior parte rumene, polacche e del centro-sud America, con un giro d’affari di diverse migliaia di euro per sera. I proventi di questa attività dovevano essere reinvestiti in un locale che il titolare aveva intenzione di aprire in Brasile, mentre la “cassiera” li inviava al suo compagno in Romania.

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