lunedì, 25 Gennaio 2021
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Il mondo (nascosto) delle biblioteche

Piccole o grandi, antiche o moderne: ecco cosa offre Firenze. Alcune sono conosciute, altre un po’ meno. Sono diverse, ma tutte insieme costituiscono un patrimonio enorme. Fatto di volumi, storie, spazi e iniziative.

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Moderne o storiche, piccole e di nicchia o grandi e ricche di materiale. Diverse tra loro, certo, ma tutte insieme le biblioteche fiorentine costituiscono (e custodiscono) un patrimonio enorme per la città.

I “TEMPLI”. Non sempre conosciutissimo. Tre “templi” per studiosi e ricercatori, data la quantità di materiale che conservano, sono senza dubbio la Biblioteca Nazionale Centrale, la Marucelliana e la Riccardiana. La prima, in particolare, è la più grande tra le biblioteche italiane, con sei milioni di volumi a stampa, 2.689.672 opuscoli, 25mila manoscritti, quattromila incunaboli e via dicendo. Le biblioteche comunali sono invece tredici. L’ultima nata è la “Mario Luzi”, nel quartiere 2: al grande poeta fiorentino da cui prende il nome è dedicato gran parte dello scaffale di poesia, ma oltre a questo si possono trovare 18mila testi, sale lettura e studio con 120 posti a sedere e undici postazioni per navigare su internet.

OBLATE. Un luogo aperto alla città, a chi studia, a chi cerca materiale ma anche a chi vuol semplicemente godersi un bellissimo pezzo di centro storico è la (piuttosto recente) biblioteca delle Oblate, che in pochi anni è diventata un punto nevralgico di aggregazione, studio, lettura e attività culturali. Dai 367.200 utenti del 2008 si è passati ai 525mila dell’anno passato. E anche per questo mese sono tante le iniziative in programma al suo interno: due su tutte, per il ciclo di incontri “Alle Oblate… il giovedì si tinge di giallo” lo scrittore pisano Marco Malvaldi l’11 aprile presenterà il suo ultimo libro “Milioni di milioni”, mentre il 19 aprile si viaggia (almeno con la mente) nell’ Africa lontana con l’incontro “Dal Niger all’Italia”, realizzato in collaborazione con l’associazione Mondo Tuareg di Pordenone, con la proiezione del film documentario “Solo andata: il viaggio di un tuareg” di Fabio Caramaschi.

LA SCELTA. La BiblioteCanova dell’Isolotto è nata invece con il progetto ambizioso di riunire e potenziare l’offerta del quartiere 4: sempre in zona, entro settembre sarà inaugurato un nuovo punto lettura nella vecchia sede della biblioteca Isolotto “Luciano Gori”, nella sala prefabbricata a cui si accede da via degli Abeti. Tornando alla BiblioteCanova, al suo interno si trovano progetti all’avanguardia e originali, come il Bibliomondo, uno sportello interculturale che facilita l’incontro di tutti i cittadini del mondo con la biblioteca pubblica. Questo servizio sarà protagonista il prossimo 10 maggio, in occasione della Festa d’Europa, della commemorazione del “Rogo dei Libri”, una serie di eventi dentro e fuori la biblioteca incentrati sul tema della cittadinanza. Ma la scelta non si ferma soltanto alle strutture più grandi e conosciute: sono tante, infatti, le biblioteche che i cittadini possono scovare in diversi angoli della città, luoghi tutti dedicati a libri e studio ma ognuno con una precisa identità. E allora non resta che partire alla loro scoperta. Per poter dire di aver trovato, alla fine, la propria biblioteca preferita.

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