sabato, 28 Novembre 2020
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Il nuovo stadio, nei progetti degli architetti in erba / FOTO

Dall’inedita collaborazione fra Comune, ateneo e società di gestione del mercato è nato un lavoro di grande qualità, che sarà visibile a tutti nella mostra che aprirà alle Murate.

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Il futuro dell’area Mercafir e del nuovo stadio progettato dagli studenti del corso di Architettura dell’Università di Firenze: dall’inedita collaborazione fra Comune, ateneo e società di gestione del mercato è nato un lavoro di grande qualità, che sarà visibile a tutti nella mostra che aprirà il 4 giugno nella Sala delle Vetrate alle Murate, dove sarà presentato per la prima volta al pubblico anche il progetto di prefattibilità del nuovo stadio realizzato dal Comune.

I RAGAZZI COINVOLTI NEL PROGETTO. “Si tratta di una grande opportunità per la nostra città – spiega l’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci, che ha presentato la mostra insieme al presidente di Mercafir Angelo Falchetti, al professor Ulisse Tramonti e agli stessi studenti del corsi di laura magistrale in progettazione dell’architettura – Questa non è solo una esercitazione accademica: i ragazzi sono stati coinvolti in un progetto vero, nello sforzo comune per ridisegnare il territorio di un pezzo molto importante di Firenze, visto che l’area Mercafir è l’ultima area pubblica disponibile per la trasformazione della nostra città. Il risultato è di notevole livello e costituisce un contributo vero per l’amministrazione comunale”. 

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SOSTENIBILITA’ PER IL NUOVO STADIO. I 15 progetti, realizzati da una trentina di studenti, sono modelli innovativi di sostenibilità urbana che coinvolgono tutta l’area Mercafir: oltre al nuovo stadio quindi, anche l’area mercatale, il centro congressi e il sistema dei parchi, con l’uso di fonti alternative di energia, di materiali riciclabili e con l’ipotesi dell’interramento del viale Guidoni. “Stiamo parlando del ‘cuore’ dell’area fiorentina, dove si concentrano le partite del futuro, e quello che abbiamo adottato è un nuovo metodo di lavoro, che permette di tirare fuori il meglio da ciascun soggetto coinvolto” ha detto Angelo Falchetti; mentre il professor Tramonti ha sottolineato “l’importanza della collaborazione dell’ateneo con le istituzioni, in una città che difficilmente si avvicina al contemporaneo”, ribadendo la difficoltà della sfida e il buon risultato raggiunto. I coordinatori della ricerca sono Tommaso Bertini e Luca Gigli; gli assistenti sono Enzo Crestini, Giacomo Guarnieri, Stefano Pittalis. La mostra sarà inaugurata lunedì 4 giugno: alle 19.30 aperitivo e poi incontro fra amministrazione, docenti e studenti. L’ingresso è libero.

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