lunedì, 6 Dicembre 2021
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“Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011”, la mostra arriva a Firenze

Dopo il successo mondiale di Berlino e Vienna, la mostra arriva a Firenze nel suo unico appuntamento italiano dal 23 gennaio al 18 febbraio. La mostra è arricchita da una sezione dedicata alla Shoah italiana e alla documentazione inedita della ricezione dell'evento sulla stampa nazionale dell'epoca.

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“Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011”. La mostra, dopo il successo mondiale di Berlino e Venezia, arriva anche a Firenze, nell’unico appuntamento italiano, dal 23 gennaio al 18 febbrario. Sarà arricchita da una sezione dedicata alla Shoah italiana e alla documentazione inedita della ricezione dell’evento sulla stampa nazionale dell’epoca. A cinquant’anni dal processo di Gerusalemme che vide sul banco degli imputati il gerarca nazista organizzatore delle deportazioni degli Ebrei da tutta Europa, la mostra – proposta nella versione in italiano e inglese – apre le iniziative 2012 del ‘Giorno della Memoria’ organizzate da Regione Toscana.

ANTEPRIMA NAZIONALE. Dopo una lunga permanenza a Berlino e Venezia, la mostra verrà presentata in anteprima nazionale a Firenze oggi 23 gennaio al Suc – Spazi Urbani Contemporanei – nell’ex carcere delle Murate che è stato messo a disposizione dal Comune di Firenze, alla presenza dell’assessore alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Scaletti, del presidente della Fondazione Marco Romagnoli, della direttrice della Fondazione Camilla Brunelli, Adam Kerpel-Fronius del Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa e di Klaus Hesse della Topografia del Terrore di Berlino.

LA MOSTRA. Ad arricchire la mostra, una sezione dedicata alla Shoah italiana e alla documentazione inedita della ricezione dell’evento sulla stampa nazionale dell’epoca, a cura di Valeria Galimi. E in più, perla prima volta, sarà visibile la testimonianza integrale dell’unica testimone italiana del processo, Hulda Campagnano di Firenze. La mostra è stata realizzata nell’aprile del 2011, in inglese e tedesco, in cooperazione con le massime istituzioni berlinesi che operano sul tema della memoria, la Fondazione Topografia del Terrore, la Fondazione Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa e il Memoriale Villa della conferenza di Wannsee e a cura degli storici Ulrich Baumann e Lisa Hauff. La mostra vuole mettere in rilievo entrambi gli aspetti emersi nel processo:la forza delle testimonianze dei superstiti e la strategia difensiva del criminale nazista ed incentrata sui filmati originali del processo, presentati in apposite postazioni multimediali, in una drammatica contrapposizione accusa-difesa. Sarà possibile anche leggere testi e documenti che saranno esposti insieme alle foto che delineano la biografia ”ragionata” di Adolf Eichmann, la situazione di alcune comunità ebraiche in Europa prima e dopo la Shoah, i vari aspetti che hanno ruotato attorno al processo di Gerusalemme, la famosa interpretazione sulla ”banalità del male” che ne dette la filosofa Hanna Arendt e, infine, il riflesso che il processo ebbe sui media.

IL SEMINARIO. Questo pomeriggio, alle ore 15, presso l’auditorium di Sant’Apollonia si è tenuto anche un seminario di studio, ”A cinquant’anni dal processo Eichmann”. Dopo gli interventi di Camilla Brunelli, Klaus Hesse e Adam Kerpel-Fronius sulla “Genesi della mostra” e la relazione di Valeria Galimi sulla ricezione del processo Eichmann in Italia si è tenuta una tavola rotonda “Processare il male: il processo Eichmann cinquant’anni dopo” presieduta da Alberto Tonini con Paolo Costa, Anna Foa, Gabriel Levi, Adriano Sofri, Massimo Toschi.

ORARI E ‘NUMERI’. La mostra sarà visibile dal 23 gennaio al 18 febbraio, tutti i giorni dalle 12 alle 24. Su prenotazione, saranno possibili visite guidate per le scuole nelle mattine dei giorni feriali. All’interno sono presenti su 140 metri quadrati, 70 fotografie, 5 documenti, 20 articoli di giornale stranieri, 15 video delle deposizioni dei testimoni, 13 video sulla deposizione di Eichmann, un audio dell’intervista di Willem Sassen a Eichmann, un audio con lettura della deposizione integrale di Hulda Campagnano. Inoltre, rispetto alla mostra di Berlino ci sono anche 11 foto, 5 documenti e 9 articoli di giornali nazionali dell’epoca relativi alla parte italiana.

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