Proteggere gli edifici storici, prevenire le conseguenze di terremoti e tenere sotto controllo lo stato della falda acquifera, sono i principi si cui si basa il protocollo firmato tra amministrazione comunale e il dipartimento scienze della terra dell’Università di Firenze, cui risultato si è tradotto nella carta litotecnica. Carta che permette di conoscere il sottosuolo del nostro territorio, in modo da avere sempre aggiornato il Piano Strutturale e capire le zone più a rischio di fenomeni sismici.

“Strumento fondamentale – spiega l’assessore comunale all’urbanistica Gianni Biagi -per la programmazione delle prossime opere infrastrutturali, prima tra tutte la messa in opera del sottoattraversamento dell’Alta Velocità”. “Stiamo inoltre lavorando – aggiunge l’assessore Biagi – in collaborazione con il SIT, Sistema informativo territoriale, ad una carta di sottoservizi della città per rendere ancora più chiaro e comprensibile lo stato del nostro sottosuolo”.

Secondo gli studi portati avanti fino ad ora, le aree del nostro territorio maggiormente soggette a fenomeni sismici sono quelle comprese fra la stazione Santa Maria Novella e Novoli. Mentre per quanto riguarda il centro storico, con il passare del tempo potrebbe rivelarsi molto pericoloso lo sfruttamento della falda acquifera: poichè utilizzata per i sistemi di condizionamento, provocando così abbassamenti del suolo che porterebbero a problemi di stabilità degli edifici. “Quella fiorentina – spiega Pietro Rubellini, responsabile del servizio attività geologiche del Comune – può affermare di essere una delle amministrazioni comunali, sia a livello nazionale che internazionale, che vanta un più alto grado di conoscenza del proprio sottosuolo”.

“Adesso – aggiunge Rubellini – grazie a tutti i dati raccolti, non si rischierà più di realizzare opere senza avere un preciso e dettagliato stato del territorio”.Per rendere maggiormente accessibile l’utilizzo e la conoscenza di tutti questi dati, sia per gli studiosi che per i singoli cittadini, la carta sismica è consultabile sul sito internet del Comune di Firenze.