“Gli animali già sono scesi a terra dai loro involucri, quindi dai pini, e siamo già in una fase irreparabile. Le stagioni sono anticipate, così sono state anticipate le fioriture, la fioritura dei cipressi è avvenuta un mese prima e giù a ruota, e anche la schiusa delle larve delle processionarie è avvenuta in anticipo. La questione è particolarmente preoccupante perché, oltre al fenomeno specifico, si accompagna con il danno che si sta registrando sui pini. Un’infestazione che sta arrivando dalla costa mediterranea della Francia e sta scendendo giù fin da noi e che mette in serio pericolo la produzione dei pinoli.

Tra l’altro – ha aggiunto Roselli – non c’è più la cura e l’attenzione per i pini per togliere, per tempo, i focolai delle processionarie. C’è una normativa, ora aggiornata, che stabilisce il divieto di utilizzare la fucilata per eliminare il batuffolo della processionaria quindi, le uniche operazioni possibili sono quelle di togliere la ciocca del pino, portarla in luogo idoneo, che l’ARPAT ha autorizzato, e bruciare questi batuffoli. L’operazione di eliminazione è a carico dei proprietari dei pini ed è anche sanzionabile se non viene provveduto a questa operazione. La Provincia, in quelle fasce di proprietà delle strade provinciali, ha già provveduto, per tempo, a togliere tutti i batuffoli lungo i pini che costeggiano la strada. Purtroppo dobbiamo constatare che tutti i boschi di pino sono infestati da questo fenomeno e non ci sono soluzioni se non quelle di provvedimenti troppo pesanti, come l’uso di anticrittogamici”.

Insoddisfatto si è detto Lensi: “Ma non tanto per l’oggettiva situazione del presente, quanto perché ormai è venuto fuori che c’è, effettivamente, una esigenza di coordinamento su quelli che sono i mutamenti climatici, cioè il fatto che alcune stagioni ormai sono anticipate non è una novità. Ormai sono anni che ragioniamo in termini di attenzione e prevenzione su alcuni episodi che colpiscono l’agricoltura e l’erboristeria estetica come nel caso dei pini e dei cipressi. In questo caso siamo di fronte a un danno che è di doppia natura: da una parte c’è il danno ambientale vero e proprio e dall’altra c’è anche il danno per la salute perché questi tipi di polveri, batuffoli, creano difficoltà respiratorie, soprattutto nei soggetti che soffrono di patologie asmatiche. È vero che la Provincia ha la competenza che ha, però un appello oltre che ai privati nei confronti del taglio e bruciatura dei batuffoli fatti in chiave autonoma, ci deve essere per un riordino generale delle competenze su questa materia”.