giovedì, 3 Dicembre 2020
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La crisi ”in soldoni”: cosa sta succedendo?

L'esperto: ''Mettere mano alle pensione e meno spesa pubnblica, ma con controlli''. Ci aspettano tempi duri, questo è certo. Colpa del debito pubblico: un prezzo salato che gli italiani devono pagare, ma non bastano le manovre ''lacrime e sangue''.

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La borsa va giù, l’umore pure. I mercati sono sorvegliati speciali, ma la difficoltà di questa crisi economica sta proprio nel capire cosa, in effetti, stia succedendo. A  complicare il tutto, poi, c’è l’oscurità di alcuni termini tecnici e una materia non certo così accessibile alle persone comuni. Per fare un po’ di chiarezza, tra allarmi e previsio-ni catastrofiche, ci siamo rivolti a un esperto in materia: il professor Francesco Giunta, preside della facoltà di Economia dell’Università di Firenze.

TIMORI FONDATI? “Le previsioni non sono affatto rosee – spiega Giunta – fino a oggi ero rimasto cauto davanti ai vari allarmismi, ma adesso la situazione è diventata seria. È come una malattia: si crede sempre che colpisca gli altri, ma quando arriva il nostro turno è un problema”. Una cosa è chiara: altro che nuvole minacciose, la situazione sui mercati è critica e sull’Italia è attesa una bufera che non toccherà solo il mondo finanziario, ma si estenderà anche alla vita quotidiana.

DEBITI SOVRANI. Colpa soprattutto del debito pubblico. Spiegata in soldoni, la questione è più o meno questa: lo Stato ha così tanti debiti da non riuscire a ripagarli. Questo provoca a sua volta un aumento degli interessi sul “vecchio” debito e il conto diventa nel tempo ancora più salato, fino a rischiare di arrivare a un livello insostenibile. Il Paese lavora, crea quel poco di ricchezza che permettono i tempi di magra, e tutto va sprecato nel pagare gli interessi, mentre il super-debito cresce. Un cane che si morde la coda.

SCELTE SBAGLIATE. “Quello italiano è un debito enorme, uno tra i più grandi al mondo – continua Giunta – che non è stato contratto per sviluppare il Paese, bensì per una spesa sfrenata, con un sistema pensionistico che non ha eguali e una sanità dove a tutti è stato garantito per anni più che tutto. Il problema  sta qui: il nostro debito corre più velocemente della nostra economia”.

DEFAULT. Il rischio è quello di un default, eccola qui la parola chiave: in pratica l’Italia rischia il fallimento e chi ha investito in buoni del tesoro, quelli con cui lo Stato racimola denaro da “investire”, di non vedere più il becco di un quattrino. “Si affaccia sempre di più lo spettro di un default controllato – dice Giunta – ossia una  situazione che comporta l’uscita dall’euro e il ritorno a una moneta molto svalutata, per favorire le esportazioni, come era la lira. Ma non illudiamoci: questa situazione  creerà necessariamente dei contraccolpi drammatici sulla sfera sociale, come la disoccupazione e il potere di acquisto sempre minore per le famiglie”.

MANO ALLA PENSIONI. Ma come uscire dal tunnel? Ovviamente nessuno ha una ricetta magica. “Dal mio punto di vista – afferma Giunta – bisogna mettere mano una volta per tutte alle pensioni. È inevitabile l’innalzamento dell’età pensionabile, vista anche l’aspettativa di vita nel nostro Paese. Poi è necessaria una drastica riduzione di spesa, ma sviluppando dei sistemi di controllo. Infine diminuire la pressione fiscale sulla parte produttiva del Paese, per cercare di rimettere in marcia il motore dell’economia”.

Bund, spread e default: il dizionario della crisi

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