martedì, 28 Maggio 2024
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La Firenze del futuro vista dagli ordini professionali

Architetti, ingegneri, geometri, agronomi, periti industriali, periti agrari e dei geologi hanno inviato le osservazioni al Poc: “Serve il coraggio per segni architettonici contemporanei”.

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Gli ordini professionali si alzano in piedi e dicono la loro. È successo oggi quando i rappresentati degli ordini di architetti, ingegneri, geometri, agronomi, periti industriali, periti agrari e geologi hanno inviato le proprie osservazioni al POC, Piano operativo del Comune di Firenze.

“Individuare una specifica destinazione d’uso per gli affitti turistici, eliminare la norma di un bagno ogni 30 mq di superficie”. E ancora: promossa la tramvia e l’estensione delle linee “ma lo scudo verde, le cui finalità sono comprensibili, andrà a ampliare le disparità, anche nell’area metropolitana, fra le aree servite da reti di trasporto su sede propria, ferrovia e tramvie, e le altre”.

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Sono alcune delle osservazioni al Piano Operativo comunale di Firenze presentate da Ordine degli Architetti di Firenze, Ordine degli Ingegneri di Firenze, Collegio dei Geometri di Firenze, Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Firenze, Ordine dei Periti industriali di Firenze, Collegio dei Periti agrari delle province di Siena, Arezzo e Firenze, Ordine dei Geologi della Toscana. Il documento è stato firmato dai presidenti – rispettivamente Andrea Crociani, Giancarlo Fianchisti, Matteo Parisi, Alessandro Trivisonno, Denni Scarpina, Lorenzo Venturini e Riccardo Martelli – ed è stato depositato alla direzione urbanistica e trasmesso al sindaco.

Le osservazioni degli Ordini si aprono con il rapporto tra Firenze e una visione del futuro. “Sorprende come dalla seconda metà del ‘900 abbia preso definitivamente campo una visione statica della città, tutta rivolta a celebrare e sfruttare i fasti del passato, perdendo la spinta creativa e la capacità di innovazione che storicamente hanno fatto la grandezza del nostro contesto urbano” scrivono gli Ordini e Collegi firmatari le Osservazioni “La ricerca di un equilibrio virtuoso tra conservazione ed innovazione è la sfida più affascinante sia per l’architettura, sia per l’assetto urbanistico e dello spazio pubblico“.

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Firenze del futuro: gli ordini professionali: residenza e affitti turistici

Nelle osservazioni si suggerisce che “sarebbe ragionevole individuare una specifica destinazione d’uso per gli affitti turistici, sia per la corretta regolazione pubblica sia per la disciplina nei regolamenti condominiali. Residenza stabile e residenza breve sono tutt’altro che intercambiabili ed hanno effetti molto diversi sul funzionamento della città ed all’interno dei fabbricati. La limitazione dei frazionamenti e del numero dei servizi igienici hanno scarsa incidenza sul fenomeno, mentre possono essere controproducenti per il mantenimento della residenza stabile nelle aree centrali”. Si mettono quindi in evidenza delle apparenti incoerenze tra l’obbiettivo espresso di mantenere la residenza nel centro storico e una serie di norme che nei fatti penalizzano questa scelta. In particolare per i “servizi igienici risulta evidente che, anche in un appartamento inferiore a 60 mq, possono servire due bagni, magari per la badante o per un figlio. La norma di un bagno ogni 30 mq di SE desta perplessità”. E, secondo gli Ordini e Collegi, “non si comprende quale sarà la disciplina vigente sull’immobile dopo la conclusione dell’intervento di frazionamento. In via principale si richiede di cassare tale norma, in via subordinata di consentire in ogni caso la realizzazione di doppi servizi igienici a prescindere dalla superficie dell’unità immobiliare”.

Alleggerire gli isolati

La necessità di introdurre più verde nel tessuto edilizio, di recuperare spazi per servizi di prossimità, corrispondere alle necessità di parcheggio per i residenti, migliorare la qualità urbana, suggerisce di prendere in seria considerazione la norma sul registro dei crediti edilizi e sulla perequazione. Introducendo in fase di approvazione del Poc modifiche e integrazioni che rendano effettivamente praticabili queste norme, nate sullo slogan dei volumi zero ma in realtà ancora di difficile impiego.

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La mobilità nella Firenze di domani

Nel documento si giudicano “apprezzabili la ‘smart city control room’ e i parcheggi scambiatori, comprensibili le finalità dello “scudo verde”, valida anche l’idea dei parcheggi diffusi. Purtuttavia si evidenzia che lo scudo verde andrà ad ampliare le disparità, anche nell’area metropolitana, fra le aree servite da reti di trasporto su sede propria, ferrovia e tramvie, e le altre”. Tali disparità “assumerebbero minor valenza se fossero risolti, con adeguati anche se comprensibilmente importanti interventi strutturali, gli attuali problemi di attraversamento della città di Firenze per il traffico su gomma, destinati peraltro ad aggravarsi con la riduzione della carreggiata delle strade conseguente all’ampliamento della rete tramviaria”. Lo scudo verde “desta preoccupazione per le trasformazioni che indurrà sulla città e su alcuni ampi territori, in assenza di un sistema viario che consenta di evitare la penetrazione all’interno della città (e dei viali di circonvallazione e dei Colli in particolare) dei traffici provenienti da nord e dalla sponda destra dell’Arno (Aretina, Faentina, Bolognese) e, parzialmente, da sud (Senese)”. Secondo i firmatari delle osservazioni occorre “valorizzare e incentivare l’uso del treno anche in ambito urbano oltre che metropolitano”.
Promosse su tutta la linea le tramvie che “costituiranno sempre di più la struttura portante del Tpl”.

Impianti fotovoltaici e vincoli

Il Comune di Firenze “propone una importante semplificazione dei procedimenti. Ciò nonostante permangono ancora dei vincoli che limitano fortemente la possibilità di installare pannelli fotovoltaici, soprattutto nelle aree a vincolo paesaggistico che rappresentano la maggior parte del territorio Comunale. Pur nel pieno riconoscimento del valore storico e paesaggistico del nostro territorio e condividendo gli obiettivi di tutela derivanti, si ritiene che alcune delle limitazioni vigenti possano essere superate senza abbassare il livello di protezione del paesaggio, ma al contempo rimuovendo i vincoli che limitano la diffusione del fotovoltaico. Il Comune dovrebbe prevedere opportuni strumenti perequativi per tutte le persone che, volendo accedere al fotovoltaico, non possono farlo per la presenza di vincoli. La disciplina relativa agli impianti fotovoltaici dovrebbe essere integrata ai fini di rendere possibile la costituzione di comunità energetiche”.

Territorio e ambiente, ecco come dovrebbe essere la Firenze del futuro

Nel documento si fa riferimento al fatto che “la pianura coltivata, la cornice collinare antropizzata, sono nell’immaginario collettivo un unicum con i palazzi ed i monumenti di Firenze, quell’insieme che si apprezza da Piazzale Michelangelo e da Fiesole. A differenza delle costruzioni i sistemi del verde (agricolo, urbano, boschivo) sono per loro natura assai mutevoli, necessitano di accudimento, di rinnovo, dell’adozione di appropriate pratiche colturali. Quindi l’attenzione ai soggetti che svolgono queste attività, alle loro necessità è fondamentale non solo per il valore economico, sociale e ambientale dell’agricoltura ma anche per la cura del paesaggio ed il presidio territoriale”.

Gli Ordini sul POC: Risorsa idrica e sicurezza idrogeologica

Il Comune di Firenze negli ultimi decenni ha investito molto e bene in studi geologici che hanno supportato la pianificazione del territorio. In occasione dei confronti preliminari fra Ordini e amministrazione è stato chiesto che venisse posto l’accento su due temi in particolare: gli studi finalizzati alla tutela della risorsa idrica sotterranea, sia in termini qualitativi che quantitativi, ed un riallineamento fra le norme tecniche di attuazione comunali e la norma regionale sul rischio idraulico. Dispiace constatare che sul primo punto sia stata persa un’ottima occasione dato che non si riscontrano studi specifici sullo stato qualitativo e quantitativo della falda di Firenze.

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