giovedì, 29 Settembre 2022
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La ricetta anti-crisi: quartieri a luci rosse e soldi ai Comuni

In un momento di crisi e di tagli alla spesa pubblica gli enti locali sono alla ricerca di fondi, e così c'è chi propone di legalizzare la professione delle ''lucciole'', per trovare soldi da destinare ai Comuni.

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In un momento di crisi e di tagli alla spesa pubblica gli enti locali sono alla ricerca di fondi, e così c’è chi propone di legalizzare la professione delle ”lucciole”, per trovare soldi da destinare ai Comuni. L’idea arriva dalla Toscana e più precisamente da un amministratore di centro destra, il primo cittadino di Altopascio, Maurizio Marchetti (Pdl).

QUARTIERI A LUCI ROSSE. “Mentre infuria la polemica sui provvedimenti legati alla crisi – spiega il sindaco della cittadina in provincia di Lucca – è l’ora di dire basta ipocrisie: ai Comuni la gestione della prostituzione legalizzata, oppure diventi reato”. Marchetti rilancia così un suo cavallo di battaglia, proponendo quartieri a luci rosse, “con parametri elevati anche urbanistici, con controlli sia a livello sanitario sia fiscale e una gestione pubblica dei proventi”.

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SETTORE AL NERO. Un modo “per far venire allo scoperto un settore oggi al nero – prosegue – che vede occupate, secondo stime attendibili, ma forse al ribasso, tra le 70mila e le 100mila persone, molte delle quali straniere, che, con ogni probabilità, fanno prendere la strada di altri Paesi europei ai loro cospicui ricavi. Un giro di affari di miliari che piace solo ai delinquenti e a chi ha interessi in questo senso”.

O LEGALE O REATO. “Mi immagino già le critiche sulla moralità – conclude il primo cittadino – ma chiedo a tutti: è più morale che una persona lavori al nero percependo anche 10mila euro al mese, mentre ci sono persone che lavorano onestamente e non arrivano a fine mese? In ogni caso, se si ritiene che non si possa legalizzare la prostituzione, alla facciamola diventare un reato. Non vedo altre strade”.

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