Secondo l’assessore Cioni, che è intervenuto sul “Progetto qualità di sicurezza. La polizia municipale di quartiere e il Marketing urbano di Firenze”, questi cittadini ormai da anni si sono resi disponibili a segnalare alla polizia municipale situazioni di degrado.

Ecco l’intervento dell’assessore Cioni:

“Oggi si parla del tema della sicurezza. Voglio chiarire alcuni aspetti: cosa significa per noi sicurezza, quali sono le competenze dell’Amministrazione comunale. Ma anche quali azioni abbiamo intrapreso e quali quelle che abbiamo intenzione di mettere in campo.

Alla base del mio ragionamento ci sono due domande. Firenze è una città sicura? Esiste un diffuso e montante senso di insicurezza? La mia risposta è affermativa ad ambedue le domande. Firenze è una città sicura rispetto al contesto italiano, ma al tempo stesso cresce l’insicurezza dei cittadini non tanto rispetto alla criminalità quanto piuttosto per gli episodi di degrado che ci sono nella nostra città e anche per il rilevante contributo dei media che, amplificando particolarmente i reati efferati, contribuiscono a rendere le persone meno sicure. Ma visto che spesso si discute se la sicurezza è destra o sinistra, voglio ribadire che per l’Amministrazione comunale la sicurezza è un bene primario complesso che sta alla base della civile convivenza di una comunità e dello sviluppo della città, un valore da difendere.

E adesso facciamo chiarezza sulle competenze. L’ordine pubblico e la criminalità sono di competenza delle forze dell’ordine come priorità assoluta. E questo è tanto vero che alcune delle 106 telecamere (e altre ne voglio installare perché hanno un’importante funzione di deterrenza per episodi malcostume e criminalità) sono gestite direttamente dalle centrali operative della questura e dei carabinieri. Ritengo invece che il degrado e comportamenti incivili siano il fronte su cui si deve misurare la pubblica amministrazione, l’ente locale, la stessa polizia municipale insieme all’Ufficio città sicura. Inoltre sono convinto che il regolamento di Polizia Municipale debba essere rinnovato (quello attuale è del 1933) per affrontare le problematiche del degrado e dei comportamenti incivili a 360 gradi. Spero di poterlo portare all’esame del consiglio comunale quanto prima. Il Patto per la sicurezza che è stato firmato in varie città, tra cui Firenze, coordina l’azione delle prefetture e delle amministrazioni locali affrontando in modo efficace i due aspetti della sicurezza urbana: quello che riguarda la criminalità e l’ordine pubblico di competenza delle forze dell’ordine; quello che riguarda il degrado e i comportamenti incivili che spettano agli enti locali e alla polizia municipale.

Vediamo adesso alle azioni di contrasto al degrado, iniziando da quelle contro l’abusivismo commerciale. Si tratta di un fenomeno da contrastare non soltanto perché viola leggi e regolamenti, ma perché lo stesso fatto che sfacciatamente si possa contravvenire alle norme è un messaggio devastante per i cittadini. Anche solo per questo è necessario contrastare l’abusivismo. Ma ritengo anche il contrasto a livello di strada è soltanto una lotta tra guardie e ladri, dove sono sempre le guardie, in questo i caso i vigili, a rimetterci di più. La vera strada è aumentare l’intelligence: chi ha gli strumenti deve operare per arrivare a colpire fornitori e produttori dei prodotti contraffatti. A proposito antidegrado abbiamo installato 106 telecamere con funzione di deterrenza e prevenzione sul territorio, stiamo facendo un percorso per aumentare illuminazione pubblica in particolar modo nelle strade del centro storico con i progetti di “Luce Amica”. Poi c’è il progetto dell’Ufficio Città Sicura e della polizia municipale, su cui mi soffermerò maggiormente visto che recentemente è stato al centro del dibattito cittadino, per rendere il cittadino protagonista e partecipe nelle azioni di tutela della città. Si tratta di un progetto teso al coinvolgimento partecipativo dei cittadini singoli o associati che parte fra il 2002 e il 2003 e prosegue con la campagna “Amo Firenze” dal gennaio 2006. Negli ultimi giorni si è parlato di Gradio, Ovra e 007. Francamente non capisco quale sia l’oggetto del contendere. Intanto sono cose note, il consiglio comunale è informato. Prima di tutto perché ho illustrato in questa sala più volte i progetti e le iniziative in materia di sicurezza, rispondendo anche a interrogazioni dei consiglieri comunali. In secondo luogo nel marzo 2004 si è svolto un convegno su “Polizia di prossimità e progetti territoriali” in cui si approfondiva anche il tema del marketing urbano. Inoltre le iniziative, come appunto la campagna “Amo Firenze” sono stati presentati alla città e riportati a più riprese dai mass media. Ma quale è il tema di cui si parla? Ecco cosa è davvero.

Ovvero che Città Sicura ha messo le pettorine a 80 anziani “sentinelle” che hanno fatto in due anni 8.414 segnalazioni all’Amministrazione comunale fra cui oltre la metà (4.425) per buche o ammaloramenti sulle strade; 1.696 hanno riguardato segnaletica deteriorata; 280 casi di verde pubblico degradato; 837 le segnalazioni di relitti da rimuovere e 1.046 di rifiuti. Hanno controllato 212 strade dove, per esempio, hanno rilevato 110 postazioni di rastrelliere non curate in modo adeguato. A queste segnalazioni sono seguiti interventi da parte dell’Amministrazione: per esempio in gran parte delle buche segnalate sono state coperte. Anche l’Ataf ha arruolato i suoi “gladiatori” realizzando il progetto dei nonni-ispettori per segnalare ciò che non va nelle paline, nelle pensiline e sui bus. Dal 2006 il reparto anti-degrado della polizia municipale è in contatto con più di cento esercenti. Per esempio in San Lorenzo dove i rappresentanti degli ambulanti si sono complimentati con l’Amministrazione per gli interventi effettuati sulla base appunto delle segnalazioni dei nostri “gladiatori” in merito alle buche e anche allo spaccio di droga. Che la polizia municipale trasmette, per competenza, alla Questura. La polizia municipale da alcuni anni sta lavorando per cambiare la modalità di servizio attivando un rapporto di sussidiarietà orizzontale con i cittadini che si rendono disponibili a collaborare contro il degrado che, come si è detto, rappresenta uno dei principali motivi di insicurezza.

Ma cosa sta facendo la polizia municipale? Che significa sussidarietà orizzontale?
Con la riforma del titolo V della Costituzione Italiana l’articolo 118 al IV comma recita “Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidarietà”. Ebbene stiamo facendo esattamente questo. Ognuno nelle proprie competenze: la Polizia di Stato faccia la Polizia di Stato, la Polizia Municipale faccia la Polizia Municipale, i cittadini facciano i cittadini. La vera domanda è questa? Sono meglio questi cittadini che diventano protagonisti della loro città, oppure coloro che non si interessano a quello che accade intorno a loro? Magari come quella persona che, alla richiesta di aiuto di una non vedente ferita, è passata oltre. E’ una battaglia di grande civiltà, quella di riappropriarsi alla propria città, alla propria comunità. E’ una battaglia né di destra né di sinistra, ma è importante. Questi cittadini singoli o associati (cose già dette nel 2003, 2004 e 2006 e ampiamente riportate dalla stampa) nessuno li ha selezionati: dopo riunioni nei quartieri si sono resi disponibili prima a partecipare a progetti mirati molti dei quali portati a termine, poi a rimanere come punti di riferimento perché vogliono esserlo, in un rapporto partecipato con la polizia municipale. Non su aspetti che riguardano i reati, ma su quelli legati al degrado. All’inizio erano 622 ora credo siano anche di più. E a chi mi chiede di rendere noti i nomi di queste chiamati “sentinelle” ma definiti dalla polizia municipale “partner”, dico che non è possibile semplicemente perché non li conosco. Conosco alcune associazioni, ma sicuramente non i singoli cittadini.

Poi voglio chiarire una volta per tutte che le segnalazioni pervenute alla polizia municipale da questi partner non riguardano direttamente altri cittadini, bensì situazioni di degrado sul territorio su cui l’Amministrazione comunale è chiamata a intervenire: dai marciapiedi sconnessi alle buche sulla strada, dai lampioni rotti alle aree verdi degradate. Non si tratta quindi di nessun corpo strutturato, ma soltanto di persone che hanno partecipato ai 21 progetti di marketing urbano e che poi si sono resi disponibili a mantenere contatto con la polizia municipale. L’altro problema, quello della notte, non è semplice. Il problema della presenza delle forze dell’ordine e della polizia municipale per il controllo del territorio deve essere risolto, non solo a Firenze, ma in tutte le città. E rimanendo sulla notte, stiamo tentando grande operazione, ovvero quella di riappropriarsi degli spazi anche di notte. Su iniziativa di Confesercenti, Confcommercio e Cna-settore commercio in questi giorni ha preso il via il progetto “Io il centro lo vivo” con i tavoli sulle strade e piazze nelle ore serali. Si tratta di un progetto che produce sicurezza consentendo ai cittadini di riappropriarsi degli spazi della città. Certo, restano i problemi della notte legati al alcol, al consumo sostanze e via dicendo. Per questo non bastano soltanto i divieti ma servono progetti condivisi e sostenuti da tanti soggetti, compresi gli esercenti e le associazioni di categoria.

Rendere i cittadini protagonisti e sensibili ai problemi della città, e la campagna “Amo Firenze” ha proprio questo scopo, è la migliore sfida contro le ronde, il fai da te, e, permettetemi, il menefreghismo. Le ronde sono il sostituirsi alle forze dell’ordine, sono una forzatura allo stato democratico: la polizia faccia la polizia, i cittadini facciano i cittadini. Chi parla di “Gladio” e di 007 dice cose prive di fondamento. Il presidente dell’Auser, dell’Ancescao, della Socota, dell’Empa. O ancora i Vigili Giurati, i commercianti, gli ambulanti fanno parte di questa “Gladio” che invitiamo a segnalarci le cosiddette magagne cittadine. E presto ci doteremo di uno strumento in più. Un portale interattivo di Città Sicura con cui il cittadino segnala direttamente i problemi (dal marciapiede sconnesso ai relitti e via dicendo) e segue lo sviluppo fino alla risoluzione. Vorrei concludere sottolineando che per quanto ci riguarda i piedi sono ben piantate nel tessuto democratico. E crediamo di portare un discreto contributo alla prevenzione della sicurezza in città”.