martedì, 19 Ottobre 2021
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La Toscana contro la pena di morte

Il presidente del consiglio regionale alla tavola rotonda che discute l’impegno contro la pena di morte nel mondo: “Mobilitazione internazionale per chiedere la sospensione delle esecuzioni in Giappone”. L’Italia deve ancora ratificare il protocollo che bandisce in maniera totale l’esecuzione capitale.

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“Oggi, 15 settembre 2008, l’Italia risulta tra i cinque Stati membri del Consiglio d’Europa che non hanno ratificato il protocollo n. 13 del 2002 che bandisce in maniera totale la pena capitale. Credo che questo sia un passo assolutamente dovuto e di coerenza politica sul tema dei diritti umani e del primo di essi: la vita”.

Così il presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini, anticipa alcuni punti del suo intervento alla tavola rotonda “Dopo la moratoria Onu: l’impegno contro la pena di morte nel mondo”, oggi alle 17,30 alla Sala Pellegrinaggio di Santa Maria della Scala a Siena. Alla manifestazione, che fa parte della due giorni organizzata dalla Fondazione che porta il nome del giovane americano giustiziato nel 2000, intervengono anche Alfredo Biondi, Ferdinando Imposimato, Mario Marazziti e Giancarlo Saltamassi.

Nencini, che definisce “fondamentale l’impegno a livello di società civile internazionale, capace di rivolgersi ai rappresentanti del popolo di ogni livello”, chiarisce: “Tra gli Stati che applicano la pena di morte di ci sono potenze industriali e mondiali e in molti di questi casi debbono valere le nostre pressioni anche per i trattamenti disumani e degradanti cui sono sottoposti i condannati, che a volte passano anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione”. Una denuncia recentissima, come citato dallo stesso presidente, sollevata da Amnesty solo due giorni fa, dopo l’impiccagione di tre uomini in Giappone.

“Credo – afferma Nencini – che la richiesta di Amnesty per la moratoria delle esecuzioni in Giappone debba essere appoggiata con forza e guadagnare un impegno condiviso sul fronte internazionale”.

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