mercoledì, 23 Settembre 2020
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Le biblioteche? Al “super”

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«Le biblioteche stanno cambiando pelle, come dimostrano anche in Toscana le tipologie dei nuovi edifici realizzati per contenerle, compresi i casi di Pistoia e Scandicci: non vedrei nulla di scandaloso se andassero a trovarsi nuovi utenti proprio nei luoghi troppo sbrigativamente definiti come non luoghi». E’ l’assessore toscano alla cultura, Paolo Cocchi, che – nel saluto al convegno su “Vitamina Biblioteca” – invita a «non aver paura di contaminare le attività educativo culturali tipiche di una biblioteca con i luoghi dove si svolge il consumo contemporaneo, partendo proprio dai grandi centri commerciali».

In una giornata dedicata, nella nuovissima biblioteca di Scandicci, a studiare l’impatto sociale delle biblioteche valutando il rapporto costi/benefici degli interventi culturali, a sostegno della sua tesi Cocchi ha portato due esempi attingendo nei campi del sacro e del profano. «Se una parrocchia di Roma ha pensato di celebrare Messe domenicali in una multisala che si trova sul suo territorio e se un’Asl fiorentina inserisce dietiste all’Ipercoop di Gavinana, può anche essere che la lettura e il prestito di libri si possano effettuare in modalità più appetibili senza perderci nulla in termini di serietà».

Cocchi si riferisce alla decisione della parrocchia intitolata alla “Beata Teresa di Calcutta a Ponte di Nona” (Roma) di tenere, lo scorso autunno, celebrazioni eucaristiche domenicali in una delle tante sale cinematografiche del centro commerciale “Roma Est”. Per l’assessore toscano alla cultura «ha un grande significato che un’istituzione come la Chiesa Cattolica si interroghi sulla necessità di uscire dai propri confini tornando a cercare la gente, a incontrarla ed ascoltarla, nei luoghi dove la gente si trova».

n Toscana esistono almeno 800 biblioteche di varie tipologie: 251 di queste sono di proprietà degli enti locali e danno lavoro a circa 1.400 persone con un complesso di unità documentarie possedute (libri, opuscoli, riviste) che sfiora i 7 milioni. In queste 251 biblioteche di enti locali (aperte per una media settimanale di 22 ore) la spesa complessiva annua, secondo un recente monitoraggio pubblicato dalla Regione Toscana, ha superato i 33 milioni di euro. Il monitoraggio conferma un dato preoccupante: si registrano, infatti, incrementi nell’utilizzo dei servizi bibliotecari, ma ciò si limita a chi è già utente della biblioteca. In altri termini – scrive il rapporto regionale – le biblioteche “tendono a servire meglio i loro utenti, ma difficilmente riescono a catturarne di nuovi”.

Voluto da Regione Toscana e dall’istituzione comunale “Scandicci Cultura” (per il presidente Aldo Frangioni “grazie alla nuova biblioteca, Scandicci entra in una rinnovata stagione culturale che mira a diversificare l’offerta e a rispondere a nuove esigenze”), la giornata di studi ha visto confrontarsi bibliotecari, docenti universitari e operatori culturali di tutta la Toscana sui modi migliori per aggiornare immagini e attività delle biblioteche.

In particolare è stato indagato, anche ricorrendo a metodi di indagine mutuati dall’economia, come può essere misurato l’impatto sociale ed economico di queste strutture giudicate alla stregua di una “vitamina” oggi molto necessaria alla “salute” della comunità locale. Analizzata anche la nuova missione dei bibliotecari, oggi sempre più chiamati – è stato detto – proprio “a raggiungere i cittadini nei luoghi dove vivono e operano”.

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