venerdì, 27 Novembre 2020
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Le “spie” di Google in città

In questi giorni si aggira a Firenze un' auto di Google che riprende e fotografa la città all'altezza dei marciapiedi per ottenerne una mappatura a 360 gradi. E, come successo negli altri Paesi coinvolti nell'iniziativa, scoppia un piccolo caso: rispetta davvero la privacy?

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Il dubbio, oltre che a numerosi blogger toscani, è venuto alla capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo Ornella De Zordo che presenterà un’interrogazione al sindaco e alla giunta «per conoscere quali misure siano state prese per tutelare la privacy dei cittadini che vengono immortalati dalle riprese di Google senza accorgersene, per poi vedere proiettate la propria identità e i propri comportamenti on line».

«L’automobile di Google – spiega la capogruppo Ornella De Zordo – è a Firenze per riprendere e fotografare ogni angolo recondito della città e offrire poi le immagini agli utenti di Street View, il servizio che fornisce una panoramica a 360° gradi di sempre più città del mondo».

«Pur essendo un servizio legale – ha aggiunto – è necessario che l’amministrazione fiorentina si confronti in maniera adeguata con la modernità rappresentata dal servizio e ponga attenzione al rispetto dei diritti civili dei cittadini. Il tema della privacy sul web è un tema delicato che va affrontato nel pieno rispetto della normativa vigente. Non sarebbe la prima volta che la macchina di Street View si addentra nei più remoti insediamenti urbani, sconfinando anche in strade e abitazioni private».

«Proteste dei cittadini – ha ricordato Ornella De Zordo – ci sono state a New York, in Australia, nello stato della California dove, nella contea di Sonora, le Google car avrebbero battuto numerosissimi spazi privati senza curarsi di cartelli e segnalazioni. Un’indagine locale, sollecitata dalle pressanti lamentele dei cittadini, ha certificato come, confrontando le mappe delle strade comunali con la mappatura fotografica di Google, siano state riscontrate oltre cento violazioni. In Inghilterra l’associazione per i diritti civili Privacy International ha annunciato una denuncia sui metodi adottati per le riprese delle città britanniche».

Google, in più occasioni, si è comunque discolpato ricordando che i volti vengono oscurati, e che su richiesta di chiunque, immagini e riprese possono essere cancellate.

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