giovedì, 13 Maggio 2021
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Liberazione, il ricordo di Firenze

Sessantasei anni dopo, la città ha celebrato solennemente l’11 agosto, giorno dalla Liberazione. La giornata è iniziata coi rintocchi della Martinella, la campana della Torre di Arnolfo, che quell’11 agosto 1944 suonò a festa per annunciare alla città il ritorno alla libertà e alla democrazia.

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Firenze ha celebrato oggi l’anniversario della Liberazione della città, avvenuta l’11 agosto del 1944.

CORONE DI ALLORO E PREGHIERE. In piazza dell’Unità Italiana il sindaco Matteo Renzi e i rappresentanti delle organizzazioni partigiane e autorità civili e militari hanno deposto corone di alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre. Daniele Fink per le comunità Evangeliche, il rabbino capo Josef Levi per la comunità ebraica e monsignor Alberto Alberti per la chiesa cattolica hanno letto alcune preghiere.

IL CORTEO. Poi la banda della Filarmonica Rossini ha preceduto il corteo (fino a Palazzo Vecchio) aperto dal Tricolore, dalla bandiera del Comitato toscano di Liberazione Nazionale, da quella del Corpo volontari della Libertà, dal gonfalone di Firenze col sindaco Renzi, assessori e consiglieri comunali, assieme a quelli della Regione Toscana con l’assessore Riccardo Nencini, della Provincia di Firenze con l’assessore Antonella Coniglio e quelli dei Comuni di Prato, Bagno a Ripoli, Scandicci, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Rufina, Pontassieve, Pelago, Signa, Scarperia, Calenzano, Fiesole, Vaglia, Montelupo e i labari delle associazioni partigiane. Era presente anche l’onorevole Gabriele Toccafondi.

IL CONCERTO. Le celebrazioni per il 66° anniversario della Liberazione di Firenze si concluderanno stasera (ore 21) col concerto della Filarmonica Rossini sull’arengario di Palazzo Vecchio.

IL RICORDO DI PICCIOLI. “Vorrei che tutti insieme oggi dedicassimo un pensiero dal cuore a Mario Piccioli”. A queste parole pronunciate dal sindaco Matteo Renzi durante la cerimonia di saluto per il 66° anniversario della Liberazione di Firenze, l’intero Salone dei Cinquecento si è alzato in piedi per un lungo e commosso applauso in ricordo del presidente dell’Aned Firenze (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti), sopravvissuto ai lager nazifascisti e guida di molti studenti fiorentini nei “Viaggi della memoria” nei campi di concentramento nazisti in Austria, Germania e Polonia, e recentemente scomparso. “Ci sono tanti amici che ogni anno mancano e ci mancano – ha detto ancora il sindaco Renzi – ma ce n’è uno in particolare che ci ha lasciato da pochi giorni, cui vorremmo dedicare questa giornata. Io l’ho conosciuto quando ero presidente della Provincia e ho visto le emozioni che venivano negli occhi e nei cuori dei ragazzi quando lui con la sua voce flebile raccontava l’esperienza di Mauthausen. Perché a lui dobbiamo, per la sua storia e la sua esperienza, il gemellaggio che abbiamo fatto con quella città”. “Lui, e lo dico al figlio che è qui con noi – ha concluso il sindaco – non era Mario Piccioli, ma è ancora Mario Piccioli e continuerà ad esserlo. E continuerà ad essere un punto di riferimento per tutti noi, per le ragazze e i ragazzi che grazie alle iniziative della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e dei vari Comuni, all’azione dell’Aned continueranno a ricordare il valore di una esperienza drammatica come il valore che costituisce il senso di un’identità di un popolo”.

CONIGLIO. “Dobbiamo riattualizzare il diritto alla libertà, come bene unico e inviolabile. Senza cadere nella retorica e nell’autoreferenzialità”. Lo afferma l’assessore provinciale Antonella Coniglio, intervenendo alla cerimonia per il 66° anniversario della Liberazione di Firenze. “L’ottica da portare avanti – aggiunge – è quella della difesa pacifica della legalità. La sfida è ricordare – senza mezza termini e senza revisionismi – che la liberazione, la nostra Liberazione è il frutto della lotta partigiana”.

BARDUCCI. “Ricordare, con onestà e autenticità, la storica giornata dell’11 agosto 1944 – commenta il Presidente della Provincia, Andrea Barducci – commemorare la lotta antifascista come strumento di liberazione nazionale è un dovere morale perché la nostra democrazia poggia le sue basi proprio sulla Resistenza partigiana”.

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