mercoledì, 3 Marzo 2021
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L’indagine congiunturale 2007 dell’Osservatorio Toscano sull’Artigianato

I dati 2007 dell'Artigianato in Toscana

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La crisi non risparmia settori e territori, segnando un’ulteriore flessione del fatturato (-1,4%, il sesto anno consecutivo con il segno meno), anche se il numero di addetti recupera leggermente (+0,4%). Più lieve la perdita sulla quota di imprese che hanno aumentato la spesa per gli investimenti (17,7% nel 2007; 18,4% nel 2006).

Il quadro emerge dall’indagine congiunturale relativa al 2007 dell’Osservatorio Regionale Toscano sull’Artigianato, realizzata da Unioncamere Toscana con la Regione Toscana, le federazioni regionali di CNA e Confartigianato Imprese, le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e con il supporto tecnico di IRPET.

La flessione (-1,4%) del fatturato artigiano nel 2007 interessa quasi tutti i comparti. Solo l’edilizia, grazie alle installazioni (+3,2%), si mostra in lieve crescita (+0,1%) dopo tre anni negativi. All’interno del manifatturiero (-1,6%) tiene la metalmeccanica (+0,4%), in particolare cantieristica (+5,1%) e lavorazione dei metalli (+1,0%).

Arretra il sistema moda (-4,6%), con perdite consistenti nel tessile (-8,8%), nelle calzature (-8,2%) e nell’abbigliamento (-6,8%); mentre continua la leggera crescita della pelletteria (+1,1%).
Non bene le altre manifatture (-0,5%), complici le perdite dell’alimentare (-0,7%) e del legno-mobili (-1,4%).

In leggera flessione il comparto orafo (-0,3%). Tra i macro-comparti, il risultato peggiore tocca ai servizi (-3,0%), con riparazioni (-9,5%) e trasporti (-0,7%) in forte difficoltà.

A livello provinciale spicca soprattutto la discesa sui fatturati di Prato (-9,2%), anche se non sono da meno Grosseto (-2,0%), Pisa (-1,5%), Massa-Carrara (-1,4%), Lucca (-1,3%).
Valori negativi, ma superiori alla media regionale, per Livorno (-0,7%) e Firenze (-0,6%). Relativamente migliori Siena (-0,2%), Arezzo (-0,1%) e Pistoia che, grazie ai servizi, evidenzia una lieve crescita (+0,5%).

Prosegue la fase critica dei distretti manifatturieri toscani con punte molto negative nel tessile-abbigliamento di Prato (-11,9%); pelletteria del Valdarno (-10,4%); calzature della Valdinievole (-9,3%); e abbigliamento Empolese (-5,6%). Recupera l’abbigliamento del Casentino (+5,8%). Rallentano l’orafo aretino (+0,7%) e il legno-mobili di Sinalunga (+0,4%).

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