Con le feste di Natale, come uno sgradito regalo sotto l’albero, arriverà l’influenza. Quella del 2008, dicono, sarà la più aggressiva degli ultimi anni e metterà a letto dai 5 ai 7 milioni di italiani, l’8% della popolazione, con costi sociali significativi, se si pensa che, come risulta da uno studio promosso da Federanziani, nel 2006 oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell’influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza che sono costate complessivamente, al Servizio sanitario nazionale, famiglie, Inps e datori di lavoro, oltre 2.860.000.000 di euro.
Se si prendono in esame gli anni dal 1999 al 2007, il punto minimo di casi di influenza registrati in Italia è stato di 1,4 milioni nel 2006-2007, anno caratterizzato da un inverno poco rigido, mentre il picco più elevato è stato toccato nel 2004-2005 con 5,5 milioni di casi.
Il vaccino, l’arma principale per la prevenzione e raccomandato a tutte le categorie a rischio, cioè adulti con più di 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi ragazzi e adulti affetti da patologie croniche, quest’anno contiene tre ceppi inediti, mai utilizzati nelle stagioni precedenti. Per questo gli antivirali risultano essere un’importante arma a disposizione del medico per ridurre i sintomi dell’influenza e i giorni di malattia. Da qui l’appello dei medici di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) riuniti dal 20 al 22 novembre al Congresso di Firenze: italiani vaccinatevi, non sottovalutate il problema.
Ma occorre fare attenzione – spiegano i medici della Simg – anche a non banalizzare i sintomi, visto che ogni anno si registrano circa 8000 decessi attribuibili alle complicanze della malattia. Oggi vi sono test rapidi che in 15 minuti possono diagnosticarla. “La diagnosi – spiega Aurelio Sessa, medico di medicina generale e componente del sottocomitato scientifico ‘Influenza e Pandemie influenzali’ del ministero della Salute – non è sempre facile.
Proprio nei casi di incertezza possono rivelarsi particolarmente utili questi nuovi strumenti. Nei pazienti che presentano i cosiddetti fattori confondenti (anziani, persone con immunodeficienza, bambini piccoli, ndr) e nelle persone a rischio, un intervento efficace e tempestivo consente di evitare le complicanze che possono portare all’ospedalizzazione”.
Inoltre, il 10%-20% dei malati con influenza va incontro a complicanze, più o meno impegnative. Quelle meno gravi riguardano le alte vie respiratorie: si tratta, cioè, di sinusiti o di otiti medie (specialmente nei bambini), provocate sia dallo stesso virus influenzale che da sovrainfezioni batteriche. Meno frequentemente si possono verificare bronchiti e polmoniti.
Da non dimenticare, infine, il problema dei costi. Un giorno di ospedalizzazione costa al Servizio sanitario nazionale tra i 400 e i 600 euro. Il costo di un vaccino antinfluenzale comprato privatamente in farmacia oscilla tra i 10 e i 20 euro, mentre il Servizio sanitario nazionale, per i vaccini che acquista e mette a disposizione degli aventi diritto, spende circa il 50% in meno. Paolo Tedeschi, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, spiega che le aziende dovrebbero mettere in atto un ‘Piano influenzale’ che preveda la vaccinazione volontaria dei propri dipendenti e l’accesso ai farmaci antivirali per la post-esposizione. In Europa, infatti, circa il 10% delle assenze dal lavoro è determinato dall’influenza, con un costo in termini di mancata produttività compreso tra gli 8,4 e i 12,9 miliardi di euro.