mercoledì, 22 Settembre 2021
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L’ombra della camorra sulle aziende in crisi, 37 indagati

I tentacoli della malavita sono arrivati fino alle aziende in crisi. Prima offrivano aiuti economici alle imprese in difficoltà, poi ne prendevano il controllo gestendo la maggior parte degli affari al nero, fino a ''strangolarle''.

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Prima offrivano aiuti economici ad aziende in crisi, poi ne prendevano il controllo gestendo la maggior parte degli affari “al nero”. Infine dopo pochi anni, mettevano in liquidazione le imprese. E’ questa l’accusa per una banda, con a capo alcuni campani legati a noti clan della camorra, finita al centro di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze.

L’INCHIESTA. 37 le persone indagate, sette quelle per cui sono state decise misure cautelari. Durante le indagini sono stati sequestrati anche beni per un valore di oltre 9 milioni di euro. Secondo gli inquirenti il gruppo utilizzava i metodi tipici delle organizzazioni mafiose: estorsioni, intimidazioni, tentate corruzioni, oltre a compiere reati societari e legati al riciclaggio di denaro.

COME FUNZIONAVA. Stando alle indagini, il clan offriva aiuti economici a imprese in difficoltà, tra cui anche alcune aziende di Firenze, Prato e Pisa. Poi ne assorbiva completamente la gestione, tramite intimidazioni e violenze: fori di proiettile sulle portiere delle macchine, minacce a mano armata sono solo alcuni dei metodi adottati da questa associazione criminale insediata in Toscana dalla metà degli anni ’80.

FISCO. La guardia di finanza ha accertato un’imponente evasione fiscale, stimata dal 2002 ad oggi in circa 20 milioni di euro. Il gruppo agiva grazie a una serie di società “cartiere” che emettevano fatture false. A dare il via alle indagini è stata la testimonianza di un imprenditore, che nell’ottobre del 2009 si era rivolto alla polizia dopo l’ennesima intimidazione, un colpo d’arma da fuoco esploso contro la portiera della sua autovettura.

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