“Il piano è uno strumento meramente tecnico-scientifico e tra le dieci modalità di intervento prevede tutte le possibili scansioni conosciute dalla scienza per l’attività di gestione e controllo della popolazione di colombo di città e, di volta in volta, a seconda della situazione e dei suggerimenti dell’Azienda Sanitaria, dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, delle segnalazioni dei cittadini o anche della Società della Salute, l’Amministrazione Comunale potrà scegliere il tipo di intervento da attuare“.

Così l’ assessore Del Lungo ha illustrato la delibera approvata oggi, aggiungendo che “la soppressione dei colombi in città può avvenire soltanto con una predisposizione di un progetto redatto su precise segnalazioni e con il parere obbligatorio dell’Azienda Sanitaria, dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, le cui competenze sono state trasferite all’ex agenzia per l’ambiente, oggi ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e questi pareri vincolanti consentono di effettuare azioni di recupero di situazioni preoccupanti dal punto di vista igienico-sanitario”.

“Oggi, nessun Comune in Italia ha piani analoghi ed ognuno interviene in maniera estemporanea – ha aggiunto l’assessore all’ambiente -Abbiamo ritenuto che utilizzare uno strumento adeguato, suffragato da studi, ci consente di operare in maniera oggettiva e là dove fosse necessario agire in maniera più cruenta, intervenire, invece, in maniera più oculata, attentamente valutata con una serie di pareri obbligatori”.

L’assessore Claudio Del Lungo è poi entrato nel merito degli emendamenti proposti al testo della delibera.

“Per quello che riguarda gli emendamenti proposti, quelli della IV commissione sono precisazioni opportune e corrette, insieme al parere della Società della Salute, e mi sento di dire, a nome della giunta, di essere favorevole. Ci sono, invece, forti perplessità sugli emendamenti presentati dal consigliere Gianni Varrasi, che sono a discapito del decoro urbano con la libera circolazione in città dei colombi e la forte criticità di situazioni igieniche-sanitarie. Grazie al censimento dell’avifauna locale, la popolazione dei colombi, negli ultimi cinque anni, è diminuita ma si è concentrata in alcune zone. Nonostante i controlli, non riusciamo ad individuare le persone che, illegittimamente, alimentano i piccioni, creando sporcizia ed attirando anche altri animali come blatte e roditori, ancora più sgraditi e pericolosi dei colombi di città”.

“Un punto, invece, segnalato dal consigliere Varrasi è interessante. Prevedere sanzioni più severe per gli inadempienti. L’ordinanza adottata due anni fa prevede una sanzione di 50 euro per chi somministra alimenti agli animali in luoghi pubblici ma molti comuni hanno sanzioni anche dieci volte superiori e questo potrebbe essere un valido strumento di dissuasione nel somministrare alimenti in modo non appropriato. L’Amministrazione Comunale, anche per controllare la presenza di questi animali, in alcuni parchi della città ha collocato alcune mangiatoie, distinguendole a seconda della specie e della grandezza degli animali. Sia per monitorarli e sia per attirarli fuori dalla città”.

Il primo emendamento del consigliere Varrasi è stato respinto dal Consiglio Comunale, il secondo, relativo all’inasprimento delle sanzioni, è stato approvato.