“Se c’è qualcuno nel Maggio che sputa nel piatto dove mangia è libero di farlo. Ma non lasceremo che distrugga il Maggio, che lo privi del futuro che merita”. Con queste parole il sindaco Matteo Renzi si è difeso davanti a un consiglio comunale infuocato e a musicisti e parenti in Sala dei Duecento.

DIFESA. La difesa a spron battente dell’operato dell’amministrazione comunale e della soprintendente Francesca Colombo è costato un bel coro di “buuuh” da parte del pubblico in sala. Ma Renzi è andato avanti per la sua strada, senza risparmiare attacchi alla stampa (rea di aver pubblicato “falsità in maniera complice pur di vendere qualche copia in più”) e ai consiglieri comunali stessi. Anche quelli di maggioranza.

MINACCE. “Ci saremmo aspettati che qualcuno dei consiglieri o degli operatori della comunicazione – ha detto – si levasse a difesa della soprintendente quando sono comparse in Rete alcune minacce di morte nei suoi confronti. Abbiamo aspettato invano. Ma non aspetteremo che qualcuno distrugga il Maggio”. Né è tenero con la consigliera democrat Stefania Collesei, la prima a chiedere “la testa” della Colombo dai banchi della maggioranza. “Dobbiamo accertare il comportamento della soprintendente”, dichiara. “Se qualcuno pensa che attaccare il sindaco su qualche aspetto di questa vicenda sia un modo per guadagnare punti si sbaglia di grosso”, frena subito Renzi. Ma gli attacchi si susseguono, da Spini alla De Zordo, da Stella a Razzanelli. E sarà difficile chiudere qui la questione, come avrebbe voluto il primo cittadino. “Non sputiamo nel piatto dove mangiamo – afferma Simone Ghisolfi, Rsa Cgil del Maggio – qui piuttosto c’è qualcuno che sputa sentenze”.